distilleria

06/03/2008
Di pomeriggio
Un colombo vola sopra schivando la rete e disegna l’aria di un pomeriggio che davvero c’ha dentro di tutto. Una grata ingrata tappa la fiumana di gente diretta alla linea rossa. Ragazzi si girano smarriti, poi diventano nervosi e scaraventano i pugni al muro gridando: che palle, questi suicidi! Mi ridirigo, pensando a chi possa essere, ai motivi misteriosi, al risveglio di questa mattina, se ne ha avuto uno, alle persone che ha incontrato per strada e alla telefonata - l’ultima - che però nulla ha potuto. In superficie Piazza Duomo non se ne accorge. Ci sono le acconciature e i modi eleganti di certe signore impettite in quei bar dove un tè costa cinque euro e lo so che non dovrei, ma la sensazione è di vuoto. Davanti alla vetrina di Gucci si riflette un omino con in mano un elicottero zzz zzz. Sotto il cupolone un tarchiatello esegue un pezzo al pianoforte. Gli avventori hanno i capelli bianchissimi oppure non li hanno. Mi colpisce un signore dalle guance rubiconde, seduto in prima fila, abbracciato a un bottiglione di vino rosso. E’ il più concentrato di tutti nella sua perdizione. Di sotto c’è ancora l’inferno, netta separazione di scalette tra i mondi. La gialla funziona e s’affolla. Capito vicino a due persone che parlano fitto. Così vengo a sapere per filo e per segno il sabato sera di una delle due e la tresca con lui che però da ieri alle tre non si fa più sentire. Arrivo alla mia fermata e chi s’è visto s’è visto. Ha ragione franco arminio.
distillato da china | 21:55 | commenti (1)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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