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distilleria
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12/02/2008 Ordine agitato
(mi si addice di più) _Stavo riascoltando il primo Ep dei Marcilo Agro, quando all’altezza di Terra, un minuto e ventotto secondi dopo, m’è cascata in testa I’m blue dabundì dabundà dabundì dabundà dabundì dabundà degli Eiffel 65. Sto male? _Ogni martedì, alla stazione di Cadorna, mi rinfocillo da Pattini & Marinoni. Una bolognesina con la mortazza ed uno sfilatino alle olive imbottito di salame Milano, il tutto per la modica cifra di due euro. Il fatto è che ogni volta mi rifilano uno scontrino lunghissimo - ma proprio lungo lungo - che finisco per arrotolare come papier di pergamena, è imbarazzante. _Sarei dell’idea, in quest’epoca narcisa, di tramutare alcuni vetri dei treni in specchi, tanto la maggior parte delle volte in tal modo vengono usati, per aggiustare i capelli. _Esiste un tipo di improvviso che non è improvviso per niente, lampante un lavandino tappato che tappato lo diventa a poco a poco, anche se d’improvviso è tappato del tutto. Poi c’è l’improvviso quello serio, un volante che perde il controllo o l’imbarazzo se si guarda un volto che poco prima non c’era. Una volta mi sono fermata al Conad. Deviazione inattesa, avevo visto parcheggiata una macchina sospetta. Sono entrata per comprare Pan di stelle e Nutella, ma fondamentalmente ho rimediato un invito a cena. Tengo questo tipo di improvviso, per ora. _Vi presento Lumo (ma chissà qual è il suo nome vero), il cagnone che mia nonna, se lo vedesse, chiamerebbe Labrador, ma solo per i labbroni a penzoloni. Tutte le volte che passo in quella via del varesotto, lo trovo lì impalato che ammicca ai passanti. Sulla punta del marciapiede luma vistosamente le macchine che gli passano davanti, quasi fosse una partita di tennis e le tenniste due meravigliose figliole. Per intenderci, anche se cane, mi ricorda Capitino che mira da dietro il vetro i pettirossi sul fico, con tanto di nuvoletta con pollo arrosto. Muove il muso tremando e anche un po’ tremebondo. Gli occhi languidi guizzano di qua e di là nervosamente. Gli dico sta’ un po’ più in là, ti prendono sotto, ma niente, non ce la fa. Secondo me non c’è tutto, ma quando mi guarda sì, c’è proprio tutto.distillato da china |
22:27 | commenti (2) |
"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me"
(Dcfc) 02blog a day in the life analize apomorfina associazione di idee autorun banality bestiario blackhair blue blanket bolla brouhahaha daria das kleine chaos delay decay attack ele empty's room enofede enver fainberg flickrthief friends of mine garnant gecco icepick il postino indie imogene indiessolvenza inkiostro jeff buck l'ordine carmelitano la bellezza delle cose logantime lonox margopolis mazarine passengerseat polaroid smetto quando voglio subliminalpop tangerine toscanella tragedie greche whistlestopcafe *loading* |