distilleria

17/01/2008
Things we’ll never do
Alla fine di questa rincorsa sfiatata c’è la strofa finale di Things we’ll never do - lucido presagio di Quigley’s point. Lo seguivo dal tavolino del La Casa con la testa appoggiata al termosifone. Un macbook, una chitarra per lui, un violoncello per lei, dal collo lungo. Dietro, la proiezione di un documentario con James Mason, The London nobody knows, sguardo su una stramba Londra degli anni Sessanta, tra affettati, anguille e uova strapazzate. Nel salotto buiorosso niente quasi ressa del giorno prima per Iron and Wine, si sapeva, nessun arzigogolo che alla lunga ha ingarbugliato, solo un semplice racconto che arriva tutto, a dirotto. Altro che sonnifero, è una mano che schiaffeggia e dice sveglia, queste cose noi non le faremo.
distillato da china | 12:08 | commenti (1)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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