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distilleria
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30/10/2007 E dopo più di dieci anni
Rivoglio il mio terzo del cd comprato in società una sera d’agosto in Piazza Duca Federico.
distillato da china |
17:41 | commenti (10) Note del giorno - Le amiche sparpagliate lungo lo Stivale stanno gradualmente assumendo cadenza e accento del posto, è un fatto. C’è chi, d’accademia, aggiusta le aperture delle vocali e dice perché con la e chiusa, chi inizia a strascicare consonanti alla romana, e mi ci metto pure io col meneghino. Ieri mi è uscita un’estranea tristezza con la e aperta, che detta così sembra immensa. Un torma grigia di nuvoloni che si squaderna di fronte al naso e, di riflesso, tris diventa tre volte tanto. - E’ assolutamente vietato bere una birra piccola in Via Dante all’ora di pranzo. Sette luridi sozzi immondi euro! Croce sopra. - Commento frivolo a margine di Giorni e nuvole di Silvio Soldini: voglio avere i colori dei vestiti di Elsa, svegliarmi col mal di testa e tagliarmi il piede coi cocci dell’abatjour in quella mise, camicia da notte verde inclusa. Aggiungo una lode a Genova che fascinosa sguscia, dai palazzoni giù verso il mare. - Ho notato che, da quando circola questo video, il cuscino lo tengo più stretto. 29/10/2007 Punk music during the sleep
E dopo l’ultima cartuccia della tisana soporifera, dello swiffer furioso, dell’olio di gomito spalmato nervoso in cucina, là dove neppure William Fitzsimmons ed Eluvium hanno potuto, non mi rimane che Punk music during the sleep degli edwood - cura d’urto nostrana. Forza ragazzi! 28/10/2007 Psicose
_A Bologna, il nove, dieci, undici novembre, si terrà il festival della psicologia a tema eros e thanatos - antica e spinosa coppia di opposti. Se avessi potuto scegliere i protagonisti dell’evento, avrei quantomeno scalzato alcuni nomi televisivi, vista la figuraccia che talvolta - con audaci sentenze degne dell’oracolo di Delfi - fanno nei salotti catodici. Ma vabbè, fuori dai tempi ristretti della tv, spero sia per loro momento di riscatto. M’arcmand! _Restando in argomento, tutto il mio appoggio va alla fucina portentosa di altrapsicologia. [video per addetti ai lavori]. _L’altra sera la tv abbandonata sul due blaterava da dietro il muretto L’isola dell’avVentura, mentre intrugliavo una zuppa mista di legumi e cereali. D’un tratto una musichetta familiare è partita. Ho drizzato le orecchie e, udite udite, era Sleep delle Azure Ray. _D’improvviso si sente un rumore accelerato proprio sotto la finestra e, subito dopo, un gran lezzo di fumo, petrolio e bruciato. Sgasante a più non posso, sembra la mano molesta di un giovane sull’acceleratore di uno scooter con la marmitta colabrodo o, tutt’al più, il piede di un nonno che è rimasto alle macchine degli anni sessanta. Causa fracassi, parte pure un allarme. Sento una voce baritonale lanciare un Ebbasta!, al che mi affaccio e vedo una sega elettrica che spunta una siepe misera e stenterella a lato del portone d’ingresso. Arnaut Daniel direbbe: Io sono Arnaldo, che corro con il vento, caccio con il bue la lepre e nuoto contro la marea montante. distillato da china |
19:28 | commenti (2) 27/10/2007 ...
Le foglie coi barattoli, le casse con i tronchi senza cuore. E lo scandaglio calava dalle prore, poi ritornava su chiedendosi “Perché, perché il ritorno?”. È sempre per prova che sulle labbra torna la parola “amore”, per prove d’esercizio perché si sa che poi non si sa mai che potrebbe tornare utile. distillato da china |
13:16 | commenti (2) 05/10/2007 Strange strange strange feel Su Rockit leggo la notizia di musicutopia, il diciotto e il diciannove ottobre, a Urbino - una sorta di “Aspettando Frequenze Disturbate”.* Nella pila di gruppi selezionati al concorso, mi colpisce un nome: ti amo abbastanza (nasce tardi, sul finire della primavera del 2004, quando Anthony Patch rompe con Nina Sundress, e a colmare quel vuoto resta una timida dichiarazione d’amore). Mi si parano davanti, quasi a scaletta, i sensi di un avverbio di modo messo lì, ascoltandoli tra le scartoffie, gli scarabocchi della distratta, una biro scoppiata che mi ha macchiato le dita. Al di là di quel verbo, già di per sé tutto dire, non è un po’, neppure troppo e neanche mi sembra il giusto. Forse sarà sufficiente, bastante, adeguato, ma senza tanta soddisfazione, non mi piace, ma lo mangio lo stesso; o è farsi da parte, una guancia rossa con lo sguardo che non osa, ma anche niente, volendo, ho esagerato, mi pento e torno indietro. [*Ci devo credere o no, stavolta? Ho legato al dito, d’estate, l’assenza di comunicati che dessero una qualche notizia. Bastava un non si fa, non ce la facciamo, al posto di quel myspace imbambolato che ancora si chiede waiting for 2007?] distillato da china |
13:37 | commenti (9) 02/10/2007 Interferenze _M’è rimasta impressa l’immagine stridente di Peter Cameron che parla del proprio modo di scrivere, del procedere - e lento - solo se sicuro di ciò che ha prodotto, mentre, in primo piano, il barista della Feltrinelli digita concentrato il menu del giorno dopo, con tanto di ditoni unici e meches bionde. _Il pomeriggio sliding doors comincia con la linea rossa che s’arresta di colpo in Duomo. Si avvisano i signori passeggeri che il servizio è momentaneamente sospeso per inaspettato calo di tensione. Passano i minuti, dentro i vagoni il buio è pesto, la gente fugge o si guarda intorno corrucciata, con la bocca aperta, pronta a darsela a gambe. Si avvisano i signori passeggeri che causa persona nei binari il servizio è sospeso. Eh? Perdo il treno e mi ritrovo turbata a vagare per il centro. Piombo in un cinema a vedere Piano, solo, mentre avrei dovuto essere con un camice molto più a ovest. Divido l’ascensore con una signora ottantenne, anche lei diretta alla sala Elettra. Facciamo conversazione tipo nonna e nipote e finiamo in poltrone adiacenti. In un momento decisivo del film, un flashback cretino rovina tutto: Kim Rossi Stuart che compra il prosciutto all’Ipercoop di Pesaro, un’estate di almeno dieci anni fa. distillato da china |
23:06 | commenti (10) 01/10/2007 In balia di Antonia Pozzi, però _Mi devo ricordare di riferire questa frase - “Given the choice between doing something successful I’ve already done, and doing something I’ve never done before and risk making a complete idiot of myself, I will do the something I’ve never done before” - affinché qualcuno la impieghi come mantra di buon auspicio. Neil Gaiman e gli scrittori lontra. _E’ il primo ottobre e a ottobre piovono libri. _oggi, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, c’è un incontro con Peter Cameron. distillato da china |
11:19 | commenti (2) |
"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me"
(Dcfc) 02blog a day in the life analize apomorfina associazione di idee autorun banality bestiario blackhair blue blanket bolla brouhahaha daria das kleine chaos delay decay attack ele empty's room enofede enver fainberg flickrthief friends of mine garnant gecco icepick il postino indie imogene indiessolvenza inkiostro jeff buck l'ordine carmelitano la bellezza delle cose logantime lonox margopolis mazarine passengerseat polaroid smetto quando voglio subliminalpop tangerine toscanella tragedie greche whistlestopcafe *loading* |