distilleria

30/07/2007

The best things come from nowhere

Inseguo le ombre sulle sterpaglie e col piede mi spingo.

C’è un’amaca che dondola sopra l’erba arrostita.

distillato da china | 19:16 | commenti (1)



25/07/2007

Potessi almeno avere la certezza

Per casa a far cartoccio e la musica nei versi di Pessoa, eccola qua. Il portoghese mi scuote con suoni aspri e subito dopo di zucchero. Un po’ mi affascina, un po’ mi spaventa. Um beijo só è ormai a memoria. Avevo dimenticato d’avere questo cd, là, perso in uno scaffale, dove preferirei che ci fossero i discorsi d’acciaio, piuttosto, quelli fatti di sguincio, senza capo né coda, leggeri e indiscreti. E invece c’era ciò che un tempo reputavo indelicato e oggi mi sembra così necessario. Deidda si butta a testa ingiù dentro un secchio e manda un bacio che dura tutto il tempo. Allora, mi dico, magari è uno scambio. Tu mi dai Deidda ed io ti rendo i discorsi d’acciaio.

distillato da china | 22:12 | commenti (3)



20/07/2007

Lo dicono i proverbi, le ferite, la tv

(paranoia?)

_Non sono andata avanti di quel passo. E’ bastata una settimana a farmi capire che saranno ben altri accidenti ad ammalare l’estate. Il nuovo disco degli Stars, oltre al loop di Personal, ha pochi - troppo pochi - isolati momenti di morbo, come In our bedroom after the war, poi scivola via in orecchiabilità da fuoco fatuo, per non parlare di alcuni pezzi che scatenano il dito per un salto netto. Niente a che vedere con il vagabondaggio romano di due anni fa, peccato.

_Con le verdure dell’orto del nonno di cui era imbottito il frigo ho cucinato un pentolone maxi di sugo così untuoso e cipolloso che si sarà sentito per isolati. Nel caso, ero io.

_Lo stranissimo di questa mattina scapricciata è che mi sono svegliata col ronzio insensato di una canzone di… e diciamolo! di Mariadele. Qualcuno rammenta il bombardamento radiofonico di non mi ricordo quale anno intitolato Tra Bologna e me? Mentre correvo ansante verso la novanta, mi sono chiesta, così, tanto per, che fine avesse fatto, e di lì, pensando per associazioni al festival di San Marino, s’è ripresentata l’immagine della mia atroce partecipazione al medesimo, nel novantotto, in qualità di chitarrista di un gruppo fittizio che qui mai nomineremo!

_Sì, è ora che io vada in vacanza.

distillato da china | 18:20 | commenti (8)



19/07/2007

Wilco, Spaziale festival

Mi dispero perché

non ho che poche erose scrofolose

parole, a darsi all’ozio intente,

che non sanno far niente.

(Patrizia Valduga)

distillato da china | 23:21 | commenti (2)


Avanzi

Vittima dell’anticiclone africano, delle ore di sonno mancato, ruspando nei cassetti, ho ritrovato:

- la maglietta del fu slego lisa, sbiadita e striminzita, regalatami da un’amica negli anni novanta perché, da un certo punto in poi, lì dentro non ci entrava che scoppiando. A valanga si sono rincorse serate brave in quel di Viserba, inclusa la fatidica notte di capodanno del novello novantotto, quando, ingenue come pochi, abbiamo lasciato vita, morte e miracoli nel bagagliaio della macchina. E così. E così ci hanno rubato tutto, anche gli spicci che non avevamo per chiamare qualcuno che ci venisse a salvare. Ah, che tempi.

- una minicassetta audio in cui è registrata un’esilarante radiocronaca della gita del quattordici aprile novantasei a Roma - materiale da ricatto, insomma. Un tenue accento urbinate che però ho perso quasi del tutto, l’accenno al concerto degli Smashing Pumpkins di lì a poco, la prof. di italiano che leggeva poesie di Giorgio Caproni, le citazioni di Avanzi e le voci quasi irriconoscibili in risposta alle mie domande assurde. Ah, che tempi.

distillato da china | 00:02 | commenti (6)



15/07/2007

Heavy is the cost

_Se vado avanti di questo passo - un po’ arrancato, al momento - i nuovi Stars ammaleranno la mia estate. Il botta e risposta di personal in primis. Mettici pure Iron & Wine, St. Vincent, Josh Rouse e compagnia bella.

_In metro ascoltavo La canzone di non amore di Dente. Evidentemente non mi ricordavo il prosieguo della frase drammatica reiterata: ti prego torna ti prego torna ti prego torna. Altrimenti, alla chiusura da dove sei venuta, non avrei iniziato a mordermi la lingua per ricacciare solitarie risa moleste!

_Ieri Giovanni Allevi ha suonato Joy. Potrei ripetere esattamente le parole limate d’ugola felpata con cui ha presentato ogni pezzo, l’attesa alle transenne che cintavano Piazza Duomo e l’italianità espressa in un allegro scavalcamento di massa davanti agli inermi fusti della sicurezza. E’ indubbio, il pianoforte è immaginifico. M’è venuto naturale appiccicare quadretti alla facciata. L’ho fissata come un’invasata vuota, mentre proiettavo pensieri rimati sull’assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per Milano, tiè.

_Non ho mai capito il rinvio della scritta Da consumarsi preferibilmente entro la data riportata sul lato della confezione e simili. Ma scrivetela lì, no?

_Giorni fa ascoltavo sul comodino e ad ora tarda un paio di canzoni dei Weakerthans - tanto sono rimasta la sola inquilina del palazzo, lo posso fare. Attraverso un altro capo di matassa sono giunta ai diciotto minuti filmati di una storia d’addio il cui copione è più prevedibile di quanto si possa. Cedendo a facili iperboli, mai canzone finale fu così adatta.

distillato da china | 17:57 | commenti (5)



14/07/2007

- -

_A volte esco dal lavoro in un tale stato di autismo e catatonia che mi ci vuole una manciata di ore per riallacciare un rapporto col mondo, fossero anche i gemelli giornalai qua sotto, Giannasi-il-pollo-più-buono-di-Milano-dal-1967 o la cassiera del Despar. Rumore bianco di tasti pigiati e silenzio. Stai bevendo? Non ti sei fermata un secondo! Perché non vai a prenderti un caffè? Ma con la mente vago che è una meraviglia e, mentre non sospetti niente di niente, dietro gli occhi che hanno l’aria del vetro succede di tutto, sgambetto! Così mi vengono pensieri strani: la ventola dell’aeratore si stacca e inizia a svolacchiare spaventosa per la stanza.

_Il nuovo video di Josh Rouse e un appello: salvatemi da umbrella di Scott Simons!

distillato da china | 20:22 | commenti (3)



13/07/2007

Sgoccioli

(questa volta scopiazzo, però)

14 Giovanni Allevi - Sagrato del Duomo

16 Patti Smith - Arena Civica

17 Wilco - spaziale Festival (assicurato)

19 Paolo Benvegnù/Stardog - Circolo Magnolia

21 The Cinematic Orchestra - Arena Civica

24 Artemoltobuffa - fremito Festival (se mi prende il matto)

26 Animal Collective - Circolo Magnolia

distillato da china | 15:10 | commenti (5)



12/07/2007

Pensieri sul comodino*

(*Scomodino, anzi

ché per spegnere l’abatjour devo fare bottino

di tutte le cose che ho ancora da fare

altrimenti sto male)

distillato da china | 01:15 | commenti (2)



08/07/2007

Per ipotesi

cisalpino Monte Rosa numero centoventiquattro. Parte da Milano Centrale alle dodici e venticinque e arriva a Ginevra quattro ore e venticinque minuti dopo. Feist en concert à Genève!

distillato da china | 22:14 | commenti (3)



07/07/2007

Ah, l’amour

(No, no e no!)

distillato da china | 12:11 | commenti (6)



04/07/2007

Mattina (o piccola matta)

Mi sveglio alle sei con la sveglia che strilla, si butta dentro un sogno incompleto, ne entra a far parte per poco. Una campana suona in paese o un telefono squilla. Niente da fare, è la sveglia. La cler del giornalaio qua sotto l’ho sentita alle cinque e mezza, il momento in cui ho pensato che bello, ancora un’altra mezz’ora. Ma è durata pochissimo, giusto il tempo di pensarlo ed ecco il trillo. Perdo l’autobus sotto il naso. Tanta gente è in movimento, stiro e ammiro, dritto e rovescio. Al Policlinico non c’è quasi nessuno. Strappo il numero e mi accomodo in sala d’attesa col libro di Miranda July sulle gambe. Un vecchietto mi chiede l’ora d’inizio, ma è solo un modo per attaccare bottone, sgamato subito. Di lì a poco comincia a parlarmi di malasanità, boicottando i miei tentativi di lettura. Lascio cinque provette di sangue dai tappi colorati tra le mani rugose di un’infermiera. Fuori c’è il cielo lustrato dalla notte e l’odore di cappuccino, nell’aiuola hanno buttato del pane secco per i piccioni. Faccio due passi per raggiungere il bar dei croissant alla nutella, poi riprendo la metro e mi allontano di qualche isolato. Quell’insegna del barbiere non l’ho mai notata prima ed è strano. Dentro c’è un omino canuto impegnato a far la riga da una parte ad un signore paffutello. Seduto con un giornale davanti ritrovo il vecchietto di prima, coincidenza. Il suo sguardo rivola verso la porta. Mi vede, mi sorride, alza la mano in saluto. E non sono neanche le otto.

distillato da china | 10:06 | commenti (4)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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