distilleria

31/05/2007

E scoppieranno i suoi colori

_Al nuovo (in realtà è il gusto retrò che si dipana tutt’intorno) mono di Via Lecco 6 - zona Buenos Aires - domani sera il dj metterà soltanto 45 giri. Quasi quasi rispolvero la mia collezione d’epoca che annovera, tra gli altri, le colonne sonore di Profondo Rosso e American Graffiti, Shirley & Company, Carl Douglas, Abba e Hot Chocolate.

_L’altra sera, all’inaugurazione della Cascina Cuccagna, tra zanzare, peperoni e salamelle, una cartina illustrava i mille casolari disseminati in terra meneghina. Se si uniscono i puntini viene fuori una sorta di matassa calcellatutto. Oggi la più attiva è senz’altro la Cascina Monluè estiva. Insomma, verrà un altro temporale, sarà di nuovo estate e scoppieranno i suoi colori per le strade.

_Ho ripescato sullo scaffale quel ciclamino che è il libercolo di poesie di Francesca Genti intitolato Il vero amore non ha le nocciole. Secondo me un po’ è vero.

_Ogni volta che alla tv compare - e solo per alcuni stralci - Comizi d’amore di Pasolini, poi la notte faccio sogni di tsunami e terremoti. Quandè il momento di Ungaretti, mi soffermo sempre sui particolari. Gli occhietti a fessura, la voce nasale, una mano che ricompone la faccia e poi, insieme all’altra, si chiude a forma di tulipano, la giacca e il bastone sulla sedia e la risposta: Beh... io personalmente, che cosa vuole, io personalmente sono un uomo.

distillato da china | 11:56 | commenti (11)



29/05/2007

M’è sembrato d’ascoltare l’ego

(Non andrai al Festivalbar, vero?)

distillato da china | 22:28 | commenti (2)



28/05/2007

Sms

Ciao Manu, stanotte ti ho sognato con un vestitino di chiffon giallo e verde. Ti allontanavi con un biondo vestito di pelle. Tutto bene?

distillato da china | 21:29 | commenti (4)


Tribruto

Di questo tributello agli Smashing Pumpkins salverei a stento Today (Ben Kweller) e Thirty Three (The New Amsterdams). Il resto? Ma per favore!

distillato da china | 21:02 | commenti (8)



27/05/2007

Inside my present so… so much past

(e poi ultimamente scrivo troppo)

_ Non riesco a capire cosa me l’abbia ispirata. Mentre preparavo fuori orario un primo con spinaci, speck, feta e quant’altro, m’è venuta da canticchiare questa canzone. Prima la melodia del ritornello, accompagnata dai movimenti ritmati del cucchiaio di legno tra gli splendori dorati, poi le parole. Ohibò.

_Alla fine, sola soletta, sono andata al concerto di quell’adone di Chris Cornell. Perfetto l’ingresso calcato di corsa sulle note di Spoonman. Due ore e quaranta circa. Una trama indefessa di Soundgarden, Audioslave (ascoltati poco), Temple of the dog, Euphoria Morning e Carry On. Aveva voce e acuti così potenti che la gente si guardava negli occhi per dirsi uau. Sorrideva molto, ha dedicato una canzone alla moglie e s’è pure commosso d’un tratto. Mi trastullavo in mezzo a ignoti come se di buon grado li conoscessi tutti, un po’ girovaga, persa in passate arsure e pure giuggiola. Canzoni come Hunger strike e Say hello 2 heaven hanno scritto interi capitoletti d’adolescenza. La maturità dolceacerba di Sunshower e il profumo d’acacia, però, sono rimasti blindati in quella notte lontana. E va bene così. [Alcune foto da lei, ché le mie sono orride. qui invece c’è un filmatino.]

_Parole distillate. Quest’anno ci vado, cascasse il mondo.

_lo voglio!

distillato da china | 02:23 | commenti (1)



26/05/2007

Stramberie per strada

1. Cammino placida verso Porta Romana con le cuffiette nelle orecchie, quando un’auto mi si accosta. Da un foglietto di tuttocittà tra le mani di una ragazza intendo - forse - il bisogno di un’indicazione, così sfilo un auricolare:

Ragazza: Scusa, per andare in Viale Brenta?

Io: Quella rotonda che vedi laggiù è Piazzale Lodi. Vai sempre dritto lungo Corso Lodi, la quarta strada sulla destra è Viale Brenta.

Ragazza: (Riassume)

Io: , esatto. Devi passare… uno due tre quattro (!) semafori.

Ragazza: Ok. Mache musica stavi ascoltando?

Io sorpresa: EhmFeist.

Ragazza: Ah, , l’ho sentita nominare.

Io: Canta/va nei Broken Social Scene.

Ragazza: Ah, non conosco. Niente, era una curiosità. Grazie.

Io: Di niente.

2. Momento straniante durante l’attesa in Porta Romana, mentre, non sapendo cos’altro fare, passo in rassegna tutte le persone di passaggio. Il sole affondato al di là dei palazzoni regala una luce tremula, il caldo impazza, la gente s’incontra e svanisce dietro gli angoli. Rimango io di mezz’ora in mezz’ora a far solchi d’attesa. D’un tratto, al semaforo, una decappottabile cattura l’attenzione: la Cavalcata delle valchirie a tutto volume. Che roba.

distillato da china | 13:07 | commenti (4)



25/05/2007

I giorni della cuccagna

distillato da china | 12:06 | commenti (2)



24/05/2007

Bestialità

Il calcio? Ma boh, non seguo che le partite della nazionale ai mondiali e, per quanto poco m’importi, pur richiedendo costantemente di spiegarmi che voglia dire fuorigioco, mai me lo ricordo. Ed è per questo che ieri mi sono accorta della partita Milan-Liverpool, prima per le bandiere rossonere in vendita ai semafori, poi per l’insonnia da clacson, cori e schiamazzi fino all’oltrenotte. Era la tipica nottata estiva, anche se ancora no, di quelle che mi fanno tornare in mente refrain pubblicitari come domenica d’agosto, che caldo fa, la notte è un girarrosto, non servirà bere una bibita, qualche flash d’Italia ’90, il ronzio delle prime zanzare, il tè freddo al limone, le canottiere-e-basta, gli svolacchiatori (ventilatori detta à la nonno), gli stickers appiccicati vicino alle targhe delle Panda bianche, le mie ginocchia sbucciate, quell’energia che riunisce persone d’età diverse, decine d’anni fa o quest’estate, la gioia e la goliardia, la reclame di una birra, della bella ragazza che al goal salta addosso al tizio impacciato e bruttarello. Così ieri, seppur fuori dal mucchio e lontana dal tifo, mi sentivo parte di un tutto, alla finestra. E però puntualmente cè sempre qualcosa che mi faccia ricredere. Pfuà.

distillato da china | 15:27 | commenti (3)



23/05/2007

Ambarabà

In passato volevo inventare un marchingegno che segnalasse le ultime volte: l’ultimo bacio con chi, l’ultima volta in quella città, in quella pizzeria, l’ultima volta della gelosia, di un libro, di un film, di quello sguardo lì, di un tipo di smorfia, l’ultima volta così. Tracciare un calendario, se si riusciva, come per l’ultimo giorno di scuola. Chissà quand’è stata l’ultima volta che ho fatto la conta? C’era quella stramba e zoofila delle quattro civette sul comò che facevano l’amore con la figlia del dottore, quella tutta p insensate ponte ponente ponte pisa petà perugia, quella zozzona che parlava di ciò che Pierino combinasse sotto un ponte, oppure quella che faceva mi lavo le mani per fare la pasta per uno per due per tre per quattro per cinque per sei per sette per otto biscotto. Il buttiamo giù era banale rispetto al nonsenso delle suddette. Per esempio mi chiedo ancora, dopo che il dottore si ammalò, cosa successe alle civette; quale triste storia avesse dettato quel bum! cade la bomba in mezzo al mare (e poi la gatta d’improvviso che c’entra?); chi ne fosse l’inventore, sotto l’effetto di quale erba magica, eventualmente. Cose così.

distillato da china | 18:41 | commenti (6)


Assalti al cuore

E neanche quest’anno ci posso andare. Un po’ come quei compleanni - sì, insomma, più o meno - che sopravvivono nel pensiero. Pur non segnandoli, me li ricordo, ma non scoccano più auguri né inviti, non si riempiono, non avviene scambio, da tempo.

distillato da china | 13:42 | commenti (1)



21/05/2007

(aspettando il trenta maggio)

distillato da china | 23:34 | commenti (4)


A voce alta

Facciamo che Chris Cornell lo vado a trovare mercoledì alla feltrinelli, ché l’indomani, all’area ex macello di Monza (è tutto dire), inizia il gattacicova (!) festival con Paolo Benvegnù. D’altronde, come impilare le immagini di quella sera d’ottobre del novantanove al Rolling Stone, tour di Euphoria Morning, già sopra quelle del novantacinque a Reggio Emilia, ancora Soundgarden, ancora? Entrata con la maglietta bianca e i jeans neri, ricordo bene, ero uscita ore dopo coi colori al rovescio. Ma no, ironia della sorte, quel giovedì nello stesso locale qua sopra - una moneta non casca mai in piedi, figuriamoci se possa avere tre facce - ci sono i Violent Femmes. Alla faccia di Giano Bifronte, mi chiedo: come definire quella sensazione di scarsa probabilità secondo cui è tutto troppo successo per accadere ancora?

distillato da china | 11:53 | commenti (3)



19/05/2007

How can I marry such an ugly little girl (...)?*

Ora si svela larcano del soldatougly betty è natalie merchant con gli occhiali!

distillato da china | 00:03 | commenti (3)



18/05/2007

Leggerezza

_Mi accorgo che cambia lentamente, tra le altre cose, dal fascio di luce che le tende (ma a cosa?) non riescono a bloccare e che punta nella mia direzione (ah, ecco), oltre a quell’odore d’arso nel giroscala e ai petali dei gerani di quelli-di-sopra che macchiettano il davanzale.

_All’università si studiavano gli inghippi della fissità funzionale, ma tra cordicelle e bastoncini non si è mai arrivati a tanto: i mille usi del barrè mobile.

_Ho tirato a lucido la casa col sottofondo di radio mi ami.

_Dopo il radiatore della macchina, il cellulare, l’alimentatore del pc, le analisi del sangue e gli scarichi del lavandino, cos’altro devo aspettare che mi vada in tilt?

_Ma quanto mi piacciono questi sconosciuti Crusti Crost Peanut flips del Lidl. [Li ho sempre considerati maschi, i supermercati. Solo l’Esselunga è donna.]

_Mi sfoglierai mai pensandoci ancora

tra i segni di una matita nuova

nei libri che resteranno a te.

distillato da china | 19:29 | commenti (2)



17/05/2007

I write and talk checking the sky

Perché questo cielo maggiolino è indeciso - neanche fosse d’Islanda: se non ti piace il tempo, aspetta cinque minuti. Non per il grigio, ché tanto è un falso, dietro si nasconde giugno ed è caldo. Sono i cambi svelti che mal tollero. Ora, tempo tre righe, il sole ha ritrovato un occhiello. E quindi, lungo la sinusoide del caffè bollente, mi viene da ascoltare cibelle.

[5 luglio, festival delle colline]

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distillato da china | 12:28 | commenti (5)



16/05/2007

E sappiamo benissimo come andrà a finire

Come ogni mercoledì, sono tornata a piedi per schiarirmi le idee, non che fossero fosche, e però. Faccio incetta di stranezze, ma ho la scusante del mestiere. E prima i luoghi - due o tre - che riesco a vedere in modo duplice, poi il calendario sinestesico (avevo tentato di descriverlo qui). Qualche mese fa mi sono pure accorta che, invece della memoria fotografica, ho gli spazi zeppi di teorie e concetti - posti familiari stipati di sunti. Ciò che fa da cornice alla teoria della libido, per esempio, è un vecchio locale ormai chiuso - il Lemon. Abita comodamente lì un intero capitolo freudiano. Oggi, sgambettando verso casa, ho scoperto un nuovo sommerso. Non ha molto a che fare con le corbellerie di cui sopra, più con Pavlov semmai. Non ricordavo cosa fosse quel tududu, ora lo so. Ogni volta che vedo la scritta take away, è questa la canzone che frulla.

distillato da china | 19:48 | commenti (2)



15/05/2007

Titolo

Questa è la storia di una pianta regalata nel vaso, interrata in giardino e seccata. Vista seccata e quindi buttata. Nel fosso. Questa è la storia di una passeggiata, tanto tempo dopo. E in quel punto del fosso, la pianta seccata e buttata è risorta. Ora la pianta regalata, piantata e seccata, buttata e risorta è di nuovo nel vaso. Di coccio. E se non fossi tornata in quel punto del fosso?

distillato da china | 23:20 | commenti (2)



10/05/2007

______

_Ho passato tutto il tempo di un bagno caldo a pensare a quale reazione chimico-cromatica tramuti il sapone rosso in schiuma perfettamente bianca.

_Scambio di battute in Via Col di Lana davanti alla gelateria Rivareno. Gusto: cioccolato e mandorle tostate caramellate:

Io: Basta, mi sono stufata di risolvere sempre i problemi degli altri!

X: Complimenti, hai proprio scelto il lavoro che fa per te.

_Già, senza chiedermi come sto. Un passo ulteriore, sforzato e non sentito, di quelli caldeggiati per il quieto vivere, ma che, prima di farlo, va tutto indubbiamente di traverso, sempre nel caso ci sia ancora spazio nello stomaco chiuso e tu fuori.

_Il nuovo video di Irene Grandi traduce per sommi e capi una fantasia partorita passeggiando per Central Park tre anni or sono.

_La facoltà di psicologia di Parma ha gli schermi uguali a quelli ultramoderni della Stazione di Milano-Rogoredo. Invece degli orari dei treni in arrivo e in partenza, però, ci sono le lezioni.

_Altra vecchia castroneria che mai metterò in pratica: una mostra darte animale. I geroglifici che i cani disegnano sui vetri col naso, le traiettorie delle papere nei laghetti, le tracce dei paguri sulla sabbia…

distillato da china | 11:51 | commenti (7)



05/05/2007

Agenda

[Ho già fatto due lavatrici e steso il bucato, cucinato un pentolone di lenticchie, eliminato qualche aggettivo dai miei scritti insostenibili (incluse lungaggini d’avverbio), preparato i lucidi per la lezione che devo tenere martedì in un ateneo emiliano. Mi manca di ricucire un rapporto familiare ultimamente sofferto, comprare i biglietti per i Modest Mouse, preparare due brevi saggi su sublimazione e complesso di castrazione nei due sessi, dare lo straccio, telefonare a un’amica, chiederle se le va d’andare a questa festa stasera, approfittare della promozione Feltrinelli/Ricordi, fare la doccia, finire un libro in rilettura, mandare una mail minatoria, un messaggio d’auguri, andare al Despar, spruzzare acqua sulla pianta grassa, darmi la zappa di nuovo sui piedi e non basta.]

distillato da china | 17:39 | commenti (12)


But please. Come. Soon.

Eravamo in pochi, ieri sera, quasi come quella volta caliginosa di Nina Nastasia. Ad aprire tardissimo il duo Magpie, poi, come previsto, Boy Omega che con quei suoi lineamenti nordici mi ricordava qualcuno - una sciarada irrisolta, però. Io ero là sotto appesa e miravo all’insù. Ho riconosciuto nel flusso Explode, We might not be real e If only, poi mi sono persa. Abituato ad essere cinto da musici - ha detto - si sentiva nudo e indifeso lì in mezzo, e in effetti così appariva, delicato di vetro soffiato com’era. Alle facce incontrate il suo capolino è piaciuto, ma pare non se ne sia per nulla accorto: il Tom Waits che c’è in lui l’ha spinto a commentare il contrario. E finalmente a mezzanotte è arrivata Maria con la chitarra bordeaux più grande di lei e la band al seguito - due componenti della quale fanno parte della famiglia Taylor: fratello cicciottello al basso, sorellina biondina alla tastiera (li ho analizzati a fondo, non si somigliano affatto). Sul palco ha portato anche la sua borsa e con il braccio minuto ruspava, scalzando una bottiglia avvolta in una sportina e proseguendo verso il fondo. Ha estratto un’armonica a bocca, un capotasto mobile e via. Le canzoni che aspettavo tantissimo le ha fatte. Leap year e Xanax, una all’inizio, l’altra alla fine. In mezzo un miscuglio opalino di 11:11 e Lynn Teeter Flower, ma tra i pertugi, ogni tanto, l’azzurro tornava.

distillato da china | 00:58 | commenti



04/05/2007
Artemoltobuffa, ma allora è vero!*
Il cast del MI AMI.
distillato da china | 12:10 | commenti (5)



03/05/2007

Are you ready to explode?

Poco c’è mancato che mi pigliasse un colpo. Ho appena scoperto che stasera al La Casa 139 ad aprire il concerto della beneamata ci sarà nientemeno che lo sconosciuto (googlando viene fuori il giochetto Astro Boy, per dire) boy omega. L’anno scorso mi struggevo alquanto ascoltando the rejection letter degli Strugglers da lui cantata sotto unonirica tenda di chitarrina pizzicata; e poi ancora e ancora, passando per Fool around, Explodeburn this flag, i movimenti ascensionali che già in passato, la possibilità di non essere reali e i tentativi per farcela almeno fino alla primavera.

distillato da china | 16:48 | commenti



02/05/2007

Di male in penna

Oggi, ripensando a Janet Frame e non so perché, mi sono accorta che gente mai conosciuta mi manca. Nella fattispecie, se non più in vita, l’idea che un istante possa far da teste ad un respiro. Mi manca qualcosa d’irrilevante. Chiedersi del momento preciso, del cosa sta facendo e non nulla. Chissà, magari taluno ha ascoltato alla tv o leggiucchiato su Repubblica la stramberia di un clamore sprecato. Metti il caso di una penna scoppiata nell’astuccio, un disastro in tinta unita. In quello spreco d’inchiostro intingerei le dita. Tanto viene la rima e non l’ho voluta. E via d’impronta sulla poca importanza del chiasso di una frase. Parole banalmente portate all’orecchio, i loro giri, discorsi rasoterra e tante ciarle - che come l’oroscopo vanno bene per tutti - gradualmente nascosti dal tono su tono. Mi manca pensare di pensare cosa ne pensa, se preferisce i fiori di campo alle rose, far congetture d’incontro e arrivare al punto, frattanto, in cui non saper proprio che dire.

distillato da china | 23:56 | commenti


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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