distilleria

28/02/2007

Sleepwalk on clouds

(polpettone)

Non appena accendo quel pezzo d’antiquariato degno di Montefelcino che è la mia autoradio, dalla fida Lifegate raccolgo Fireflies take flight di Ed Harcourt (per sempre raccoon boy). Me ne sto andando. La sera è quieta come fosse aprile, come fosse l’aria mite ed io svagata. Nel dare indicazioni stradali, dopo l’evento, rispondo prolissa e non solo perché il teatro che lascio alle spalle si trovi dall’altra parte della città e quindi tante sono le parole quante per ciascuna le vie. Insomma scontorno, di tutto quello che succede al di là dell’occhio di bue o dentro la coda del mio, una sorta di recensione al contrario. Oltre le poltrone rosse, poco prima, oltre quella stramba e finta sinestesia d’abbinare erroneamente il profumo del vicino di posto a quello di chi calca la scena. Resto lì, affondata nel velluto, con le gambe ingabbiate dalla balconata e il gomito adiacente al braccio di uno sconosciuto. Le due ombre che in galleria rigano il campo mi distraggono, una ragazza col pancione se ne torna al posto nell’intermezzo, un amato e un’amata si scambiano effusioni lì di fianco e la mano che timida avanza verso un’altra elude la penombra virando al bracciolo. Ritenta vincente più tardi al ritornello. Mi scappa un vai sonoro dal di dentro, guardando, questa volta fisso, le dita ignote dell’altra che rispondono stringendo.

[Non c’entra niente ma: i Marcilo Agro, ho sognato loro, poi. Una piccola stanza colorata. Rossa, blu, gialla à la quadratino L’Oréal. Arrivo tardi e tra la folla cerco un pertugio. Un cantante ricciolino, una chitarra verde acustica e basta. Perdo i tre quarti della scena, così riempio la frazione estraendo uno specchietto e giocando di mano.]

distillato da china | 15:37 | commenti (7)



26/02/2007

Sargasso Sea?

Il nuovo video dei Modest Mouse.

distillato da china | 19:25 | commenti (4)



25/02/2007

Apparecchiare (appare chiaro, anche)

Sugli stendini nei terrazzi di città, se sovrappensiero prolungo lo sguardo, un po’ non voglio farlo per quant’è intimo, mentre più in là dispongo i bordi dei piatti in modo che non spuntino dal tavolo, come l’esperienza di un padre adolescente, cameriere a Cattolica, m’insegna: i coltelli coi denti della lama rivolti all’interno, che punti il bicchiere su a destra, che lo punti ma non lo tocchi. La forchetta a sinistra, va bene, ma tu dimmi come, in un altro angolino, sotto i gesti si rincorre l’espressione avere un debole, cioè sono debole e m’intenerisco, perdo il piglio saldo, la fermezza e la decisione, per afflosciarmi molle, vuol dire, come un orologio di Dalì alla mercè d’altre forme.

distillato da china | 22:37 | commenti (3)



20/02/2007

Non ci aspetteranno più, né Parigi né Vienna

[E’ sempre di grande conforto passare qui.]

distillato da china | 12:46 | commenti (4)



19/02/2007

Viva l’inconscio

Ho abbandonato il concetto di casualità da troppo tempo ormai per non trovare trame intrecciate d’assurdo ma stranamente sensate in quasi tutto. Benché si scopra solo molto tempo dopo, con un ah ecco, ora capisco, i superpoteri veggenti sono solo poteri già in azione e quindi indovini di niente, semmai radici e direzioni. Oggi, guardando il cotone dietro le vetrine con la sciarpa ancora al collo, le date del futuro miami coi ricordi vividi di quasi ieri e almeno altri tre fatti che dall’indietro proiettavano avanti, ho nutrito il desiderio di un freno, fermatevi, fermatevi tutti, io non ce la faccio. Poi ho scoperto che il diciannove febbraio è il giorno della lentezza, per dire.

distillato da china | 16:44 | commenti (4)



17/02/2007

I miei peggiorativi

Passante: scusi, quanto tempo ci vuole a piedi da qui a Porta Romana?

Io: sette minuti, sette minuti e mezzo.

Passante: …gr-grazie.

Io: no, è che un giorno l’ho cronometrato.

distillato da china | 08:41 | commenti (9)



16/02/2007

Uzi & Ari* - trainwreck

[Per qualche ora - colpa di una e che non c’era - ho pensato che Ben Shepard fosse il bassista dei Soundgarden. Fessa! Però sì, Uzi e Ari sono i figli di Ben Stiller nei Tenenbaum.]

distillato da china | 14:42 | commenti (2)



14/02/2007

Stralusc

Mi vengono da scrivere frasi da cammino, tipo brevi note a margine del blu delle sei di sera. Il fumo bianco fuoriuscito dal cofano mentre ero in fila e, probabilmente, una macchina da buttar via. L’abbraccio contiene il bacio, ma prima ancora il ciao e l’anagramma del mio nome è da manuale. La musica della pasta Barilla mi rasserena sempre, ma certo non ai livelli di That’s Amore Findus. Il consiglio datomi da chi dice in città ogni giorno c’è un aperitivo gratis, basta controllare l’agenda delle inaugurazioni. Il vero, temibile e rarissimo gatto albino. I gioiellini stampati su carta Hahnemühle delle Edizioni Pulcinoelefante*, al momento della presa le mani s’avvicinano come al vetro soffiato. E poi, niente, l’onomatopea immaginifica di certo milanese: stralusc i lampi, firifiss i ghirigori e chi tripila s’agita.

distillato da china | 13:41 | commenti (7)



07/02/2007

[memorandum]

Non succede a menti svizzere e superegoiche come la mia di dimenticare la macchina parcheggiata sottocasa, il giorno del lavaggio delle strade. Un paio di volte però mi è capitato, in rientro notturno, di lasciarla in divieto per il fatto che non si trovasse il benché minimo buco nel giro di isolati. E che cosa pretendono, che una fanciulla si faccia cinque chilometri a piedi a tarda ora, dopo aver consumato un quarto di serbatoio invano? Ma no, in quelle due occasioni fortuitamente la multa non è arrivata. Stavolta tuttavia non l’ho scampata. Il lavaggio non era sottocasa, ma sotto La Casa, in Via Barletta. Data di emissione: Terje Terje, mannaggia a te. E va bene se anche stanotte sento le setole frullanti che ramazzano lerciumi. Strada. Una batteria suonata dalla spazzola dei netturbini nel blues notte. Nottambula che non sono altro, io.

distillato da china | 02:46 | commenti (5)



06/02/2007

I dream a cup of tea*

Dopo un panzerotto di luini ben assestato, una passeggiata random verso la darsena mi ha ricordato l’esistenza di un luogo ameno, il cicco simonetta, così, per sfuggire alla ressa pomeridiana sfunata di Via Torino, là dove Milano si dirada e sbucano negozietti di giocattoli di legno e vetrine vintage con macchine fotografiche d’epoca. Mi è passato sotto gli occhi, ma ora so che è al sedici, poco dopo le lavagne coi piatti del giorno di Zio Pesce, se non erro. E comunque quel giorno senza dubbio erravo.

distillato da china | 12:52 | commenti (5)


23.59

No, non le hanno ancora inventate quelle grandi pattumiere , ma chi se ne importa se, tanto, il movimento è all’insù e la mezzanotte è qui. E se ne va.

distillato da china | 00:02 | commenti



01/02/2007

Così lontano

distillato da china | 17:33 | commenti (5)


Febbraio - dicevo - il mese della febbre

Perché mai Boris Pasternak scriveva Febbraio. Prender l’inchiostro e piangere! Scrivere di Febbraio a singhiozzi, Lou Reed cantava gli aranci scenari apocalittici di Xmas in february ed i Bright Eyes, in February Fifteenth, amici ed anni persi? No, eh.

distillato da china | 02:21 | commenti (1)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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