distilleria

27/12/2006

Tonight upon the mock brine

Nella lunga strada che mi ha riportato fin qui, sopra i tetti dell’Interacciai, della Barilla, delle ceramiche La Faenza, di San Luca e poi del nulla in cui la nebbia ha fasciato Piacenza, s’appoggiava uno spicchio di lunarancia. Dalla cornice del finestrino ogni tanto fuggiva, la ritrovavo dall’altra parte sopra una fabbrica sbuffante finanche a Santo Stefano. Una falce fulva o un’amaca gigante. Incastonata laggiù o a tratti ballerina e tanto più grande anche se no sembrava. Come si appende il cappotto o cos’altro rientrando, io chissà quante cose ho lasciato lassù per non accorgermi di un telefono che vibrava, della zia che dormiva, della strada che scorreva e scorreva.

distillato da china | 14:42 | commenti



21/12/2006

Drive back home again

Paul Duncan - oil in the fields

distillato da china | 10:49 | commenti (6)



19/12/2006

Locus novus

La mia ipnosi serale.

distillato da china | 20:12 | commenti (4)



17/12/2006

Che adesso serviva

Rientrata coi sensi di colpa dei ginocchi sui ceci e la roba da fare ancora da fare. Se penso a domani ma smetto di farlo così come arriva domani passa. Sveglia con gli occhi a mezz’asta per la Riotmaker night, per la grande festa affollata dei ragazzi di Via Toniolo. Sveglia con gli occhi a mezz’asta, dicevo, e diretta alla fondazione mazzotta. Una guida amica mi parla di colore, di Chagall e Miró, dei cieli della Normandia e di che cos’è questo secondo te? Una chitarra? No. Seguo la curva che fanno le dita. Il suggerimento è un pentolone. Pozione magica? Fuochino. Faccio scatti di nascosto, ma la luce mi riflette sul vetro e non voglio. Un bambino sventolìno dice che gli fanno male le orecchie, che sua mamma gli ha dato le gocce e dietro quest’immagine, poco più in là, un laboratorio. Appiccicati in bacheca i disegni monelli, riproduzioni, spunti, fantasia. E poi folla, bagno di folla. Lasciamo stare i fazzoletti verdi di Piazza Cairoli, per carità. Un caffè, semmai, un caffè all’aperto, ma fa freddo. Il cameriere ci regala tre baci perugina e scherza sul tabacco che s’arrotola, pensa te, è solo tabacco, eh. In casa adesso in tutte le stanze c’è la luce accesa, Gianmaria che canta sono la lettera che non arriva sono l’inutile cosa buttata che adesso serviva - se penso a domani ma smetto di farlo così come arriva domani.

distillato da china | 21:19 | commenti (2)



15/12/2006

With my pencil turning moments into line

_Interstiziali poche parole in questa lunga ma velocissima settimana di controsenso che ha esordito con un lunedì mattina soleggiato e terso, così come gli altri giorni incluso questo. Ero da poco uscita dal portone di casa, nel dettaglio, quando, sovrappensiero come sempre, un tizio ignoto col braccio fuori dal finestrino mi ha detto: vorrei venire in vacanza con te. Ilare reazione da dietro gli occhiali da sole che a pochi istanti dal solstizio d’inverno ancora mi ostino ad inforcare, al che mi ha risposto: ma dico sul serio.

_Vietato chiedere perché e percome, cinque giorni su cinque mi sono occupata in modo furibondo di sette e satanismo acido. Lunedì una tv locale mi intervisterà in merito, così che la mia voce à la Praderio - a detta ormai di ben dodici persone nell’ultimo anno - sta già facendo prove di seria impostazione giornalistica. Qualcuno mi ha anche consigliato di sfruttarla per prenotare viaggi oltre confine e non è detto che non lo faccia.

_L’effetto ibs e l’importanza d’avergli finalmente trovato un nome.

_Mercoledì sera c’è stato il concerto pluririnviato dei Cansei de ser sexy. Ero lì, ma - diciamo - più come solerte compagna d’avventura che per desiderio profondo. Mentre lui perdeva e ritrovava gli occhiali, infatti, qualche fila indietro si è raggiunta una summa inaudita di bisbeticume. E’ un fatto, non riesco ancora a capire come torsi sudaticci a gomiti alzati se ne freghino degli adiacenti occhi infuocati che tranquilli si dondolano senza invadere altrui spazi. La storia del gomito alzato e del torso molesto non ha mai fatto per me, neanche quando, all’inizio degli anni novanta, alla festa del college londinese, ci avevo provato con gli Offspring riportando in stanza, come trofeo di guerra, naso sanguinolento e spalla lussata.

_domani, voi che rimanete in città tanto per saccheggiare i negozi, alle venti e trenta all’unisono tendete l’orecchio verso Piazza Duomo: si esibirà nientemeno che Ennio Morricone accompagnato da un’orchestra di cento musicisti.

_Ah, poi per piacere dite a Brian Eno e a John Cale che non è possibile: ascoltando spinning away riesco a turbarmi ancora in questo bruto modo. Ma insomma!

distillato da china | 19:59 | commenti (4)



12/12/2006

Solo

Solo un cinema in tutta Milano ospita Pasolini prossimo nostro. Solo in quattro in tutta Milano siamo lì a guardarlo. Solo la coppia dei quattro si sbaciucchia durante il Preludio. Solo è solo. Solo in solo piano.

Chopin - preludio (opus 28 n.4)

distillato da china | 01:57 | commenti (7)



07/12/2006

Risa(hia)

[Mentre poco fa cucinavo, mi è venuto da pensare: perché mai certe cose sono come il riso, che tu ne metti un pugnetto e lui si prende tutta la pentola, e certe altre che dovrebbero esserlo, neanche per idea? Perché, però, basta distrarsi un attimo e lui s’attacca lesto al fondo e da laggiù grida vendetta per un secondo di fuori sguardo? E perché, di nuovo, certe cose sono come il riso, vanno accudite a fuoco lento, e certe altre che dovrebbero esserlo, neanche per sogno?]

distillato da china | 14:58 | commenti (6)



06/12/2006

Lettera dal concerto degli Electric President*

Good morning, hypocrite

una notte d’Insomnia, questa qua. Non è una novità. Con una Grand machine no. 14 ti ho scritto a capo chino Ten thousand lines fitte fitte. Ma sai, con le Metal fingers che mi ritrovo, ho districato giudizi fino al punto d’avere indubbiamente Some crab about the future. In fondo, Hum, è da un po’ che lo penso davvero, e lo sai anche tu che We were never built to last. Però, almeno una cosa, una sola me la devi, no? Adesso che arriva l’inverno e, benché io non lo voglia affatto, questa diventa una triste sgualcita metafora, tu fammi un favore, se puoi: non lasciare che Snow on dead neighborhoods si posi lentamente a seppellire tutto. Me lo prometti? E adesso basta, te lo scrivo. Non dirò mai Farewell per dirti addio.

distillato da china | 01:05 | commenti (5)



03/12/2006

L’accendiluci

L’infarto della domenica pomeriggio è sentire un vocio da mercato e uno struscio di lamiere e metallo, incuriosirmi, avvicinarmi alla finestra, scostare la tenda e trovarmi di fronte, a tre centimetri, un tizio appeso/sospeso nel vuoto, avvoltolato in un’imbracatura arancio e con indosso un cappellino rosso-fuoco-saetta-di-Zeus. No, non è l’uomo ragno. Mi fulmina con lo sguardo - per il pop-up dal grigio, almeno -  al che gli offro una faccia inquisitoria, a dire il vero vergognata, ché la mia mise è di pigiama. Ha i cavi stretti in una mano e con l’altra indica le stelle natalizie di prossima accensione. Apro la bocca tanto per dire ah, ma credo in playback: non ha sentito, non ho fiatato. Com’è venuto, volando, se n’è andato.

distillato da china | 14:52 | commenti (8)



02/12/2006

Gianmaria Testa - preferisco così

distillato da china | 20:04 | commenti (4)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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