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27/08/2006 E non mi passa C’è chi ci ha chiamate le Thelma e Louise del Salento, ma noi eravamo in tre. Di corsa lungo la costa e poi verso l’interno, giù giù sull’estremo confine tra i due mari e il vento. Nella terra di dove finisce la terra c’era Il Ballo di S. Vito. Ho il ballo di S. Vito e non mi passa. Un po’ di radici isolane - fossero soltanto quelle tonde del deserto che, anche se radici, divelte rotolano al vento - e la pelle scura, di melanina piena, il caldo umido poi secco, il sale, il peperoncino, questo basta. A cosa non so. Non sapevo neanche troppo bene la storia del morso della tarantola, del ballo scongiurante, di Otranto espugnata dai turchi. La lettura riempiva, mentre limitavo la scottatura dalle ginocchia ingiù, dei misteri antropologici di quel lembo di Puglia, sulla spiaggia mezza roccia - le formiche mi attraversavano leste, la pineta era fluorescente, le frasi ovviamente senza senso. A Galatina, l’altra sera, non andava via quel ritmo, neanche le immagini di due ragazze che con le braccia protese imitavano la tenaglia del ragno. Dai loro occhi assottigliati uscivano fiammelle di luce. E poi, semplicemente, un fotogramma sfuocato, di quei minuti sulla strada verso casa. Il mare a sinistra e il sole ben oltre il tramonto. La musica invocava Santu Paulu e noi, tarantolate, battevamo il tempo.
distillato da china |
18:20 | commenti (9) 14/08/2006 Aspetto Emolisi. Una parola musicale, quasi. E il tempo è elastico. Se ci leghi un bastoncino a forma di ipsilon, ti fionda via. Le sue zampe tra l’erba ancora verde d’estate. Io che non metto il naso fuori e non mi accorgo che sta male, che all’improvviso due denti di vipera l’hanno colta in flagrante. Quella burlona ficca il muso dappertutto, basta un rumore, un fru fru fra le fratte infido e lei si tuffa. Giocherellona e maldestra sempre, anche quella volta che mi ha ribaltato a terra, triturato le ciabatte, rosicchiato le sedie nuove da giardino. L’espressione imbronciata, i labbroni penzolanti e gli occhi vispi adesso dove li metto? Le orecchie così lunghe che ci si può fare un fiocco. Il suo zomparmi addosso ad ogni ritorno, anche se mancavo da due mesi o solo da un giorno. Perché con i cani al telefono non si può parlare. Non mi viene da ridere, l’assenza è assoluta, è fisica, è mano nella zampa senza o sul collo a non spupazzarla. Aspetto, aspetto, qual è il modo più maturo per farlo, per non pensare al peggio, burlona che non sei altro? distillato da china |
17:13 | commenti (7) 12/08/2006 Distrazioni In questo agosto fosco e strambo che mi ha aggiunto un anno, i capelli pareggiato, anche la notte di S. Lorenzo non sembrava cedergli il dieci. Figuriamoci le stelle sopra il numero quattro, con quella luna florida, panciuta e rubiconda. Ma adesso piove e a catinelle e quando tuona alzo la testa e guardo fuori, l’olmo che tra i rami incornicia il Furlo. Sottocchio ho un fumetto tagliuzzante di Jason, agguantato alla fiera del libro l’altro giorno, per quel paio di orecchie di coniglio e gli occhi cavi. E quasi sembra fatta apposta, nei silenzi, l’alzata di testa per il fulmine o la scia nera di Kira, la coda dell’occhio sulla sua, gli schizzi d’arte animale che abbozza sul vetro col naso. distillato da china |
14:53 | commenti (5) 11/08/2006 Music for wasps Mamma: Non bere il succo di pera. Io: Perché? E’ il mio preferito. Mamma: E’ per le vespe. Io: Cosa? Mamma: L’ho comprato apposta. Lascialo da parte. Io: ? Mamma: Mi hanno insegnato un metodo per intrugliare una trappola micidiale. Loro si arrampicano sul collo della bottiglia, cascano dentro attirate dal nettare e vi rimangono imprigionate. Io: Mamma! distillato da china |
16:42 | commenti (2) 08/08/2006 Non aprire! (scatole e cassetti)
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23:10 | commenti (2) 07/08/2006 Like lovers in an old wooden rhyme (II-III) Per quanto ovunque si respirasse un’atmosfera da ultima edizione - e al mio solito centellinavo gli attimi come regina di cause perse - è stato il finale, epico, di nero e tuoni e porpora e rami a cingere quei tipici risvolti invisibili che muovono dalle teste su fino al cielo, di tutti i pensatori o di chi è abbracciato da dietro, dell’ubriaco urlatore o di visi assenti richiamati ai presenti. Lo sguardo sul palco, un po’ anche intorno, li vede e li sente. Se ci sono davvero, non ditemi che distillato da china |
16:36 | commenti (2) 05/08/2006 Un eppure ci sta bene sempre (I) Due giorni fa, prima della partenza per il borgo natio, perdevo tempo qua davanti, come per andarmene a pezzetti o eventualmente più. D’altronde avevo lasciato di proposito degli incompiuti in giro per la mattina, così da scostarmi piano. Tanto ha sempre ragione Giacomo Noventa: chi resta, nostalgia lo move, chi parte, nostalgia lo tien, quindi. Quindi, i ritmi lenti e i dopopranzi sonnecchianti della provincia, l’amaca, la frutta dall’albero, la verdura che finalmente sa di qualcosa, la pasta al forno della nonna, la mamma che vuole organizzarmi il compleanno, i vecchi amici ritrovati, le angurie giganti e quel frescolino serale che richiama il lenzuolo, tutto questo mi ha riconquistata. L’altra sera il cielo tempestava, si avvicinava alle colline con pioggia e saette e l’unica preoccupazione era per un gatto bianco con le orecchie ad antenna zampettante nel bosco. E quella pioggia del giorno prima, corteggiata da un vento siberiano, ha costretto la scarsa folla, ieri sera alla Fortezza, ad imbacuccarsi tutta. I Montecristo hanno coinciso con quattro chiacchiere e una birra, i ¡Forward Russia! con la crescia sfogliata al Ragno D’Oro, i Calla con distillato da china |
15:00 | commenti (6) |
"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me"
(Dcfc) 02blog a day in the life analize apomorfina associazione di idee autorun banality bestiario blackhair blue blanket bolla brouhahaha daria das kleine chaos delay decay attack ele empty's room enofede enver fainberg flickrthief friends of mine garnant gecco icepick il postino indie imogene indiessolvenza inkiostro jeff buck l'ordine carmelitano la bellezza delle cose logantime lonox margopolis mazarine passengerseat polaroid smetto quando voglio subliminalpop tangerine toscanella tragedie greche whistlestopcafe *loading* |