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distilleria
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31/07/2006 Attesa agostina Clinic - august Ida - august again Rilo Kiley - august Clientele - august sky Julie Doiron - august 10 Minders - guns of august Oneida - august morning haze Elbow - august and september Mark Kozelek - 78 seconds in august Perturbazione - il video di agosto in onore dei tempi.
distillato da china |
21:30 | commenti (8) Vanno
Felice è una canzone nuova dal titolo provvisorio. Diceva che manca sempre un pezzo per esserlo davvero. L’ho ripetuto come evidenziatore giallo al mio vicino e lui mi ha risposto eh. Era l’ammanco segnato dai Perturbazione, ospiti al festival campagnolo gru, nelle lande texane della provincia di Rovigo. Ma le parole non vengono, vanno. Come le gente via da Milano. distillato da china |
10:40 | commenti (6) 28/07/2006 You have nothing of me but a space where I would be Prima o poi ne avrò abbastanza di falangine e falangette, piccole venuzze emergenti, calanche e insenature di pelle liscia. Il ticchettio dei tasti non distoglie, incanala semmai la piena serale tra suoni docili a tempo di dita. Guardo, leggo e riguardo. Mi s’impilano frantumi di bello. Sì, perché, se mi venissero incontro insieme, appiccicati e collosi come sono, per me sarebbe troppo. Ho già le scosse ai polsi e di sua sponte il mignolo trema. E via le uggie, caligine bollente di quiete riversa. Traccerei una mappa sulle mani, di sensi unici soltanto, senza stop, senza divieti. Riunite assieme agli avambracci, con le spalle tutte, si chiamerebbero abbraccio. E l’abBrAcCIO contiene il bacio. distillato da china |
20:03 | commenti (4) 27/07/2006 Trottole Gli ultimi scampoli in città me li godo a fondo: in una mano ho il contagocce e gli occhi assomigliano a quelli della bambina che fissava di Tim Burton. Fisso le gocce scendere, dall’istante in cui cominciano ad arrotondarsi fino alla caduta e al guazzo. Ieri, ad esempio, dopo un temporale degno dell’estivo, con il cielo arancio post atomico e l’arcobaleno, mi sono trovata a gironzolare motorizzata per il centro. Mai avvicinata così tanto alle guglie del Duomo su quattro ruote, ricomponevo il puzzle dalle parti di Piazza Cavour, in un silenzio luminoso e notturno e vacanziero e spiovuto. L’appuntamento era in Piazza Fontana. Non sapevo esattamente cosa si celasse sotto la scritta come trottole di Radio Popolare, né dunque cosa mi aspettasse al varco. Annusare i cestini della spazzatura in pieno centro, cercando di trovare quello che odora di pino silvestre o indovinare il nome dei passanti, accertandosi poi d’averci azzeccato, può rendere l’idea? Ho visto orde di gente - anche attempata, in certi casi - correre qua e là per distillato da china |
12:17 | commenti (2) 24/07/2006 Date Questo blog ha compiuto tre anni il ventidue, proprio un momento prima che Bergonzoni - è già mercoledì e io no - chiedesse baldo alla platea: credete ancora ai compleanni? Il glorioso bar Rattazzo ha tirato giù la cler il due luglio, ma riapre lì vicino, con il sollievo rimpiantoso di chi, comunque, s’allietava alla vista di quell’azzurro su bianco passando per il Corso. Lo ritroveremo sulla via che porta al parco (Via Vetere 12), con una gluppa di ricordi imbottigliati assieme a qualche Moretti a buon mercato. In aggiunta, malgrado i pensieri s’incastrino tra le bacchette metalliche degli ombrelloni e più in là degli scogli non vadano, accanto ai preparativi del Milano Film festival, ho sentito parlare della nuova gestione del tunnel, leggendario locale milanese che il sedici settembre, a quanto pare, tornerà fulgido alla riscossa. E poi, se può valere qualcosa, domani sono cinque mesi che non ti vedo. distillato da china |
23:21 | commenti (9) 21/07/2006 Corrimanu Manca poco, lo sento e poi è certo. Su carta, almeno. Se aspetto al solito baracchino rosso-cocacola, i giorni scivolano. Impaziente faccio quattro passi avanti, quattro indietro, e con altri due arrivo a dieci, quasi come i giorni. Scende il sole dietro i palazzi, rosseggiano i tetti e le antenne calcano i contorni. A pochi metri c’è il Teatro Dal Verme. Lì Toni Servillo legge Lettera di Lord Chandos di Hugo Von Hofmannsthal, a braccetto con le carezze musicali di Antonio Ballista. Hugo - ormai mi è vicino - immagina di scrivere a Francesco Bacone, agglutinando nelle parole l’incapacità di usarle affinché parlino. Sbriciolato appare il mondo, non acciuffabile per nulla in una parvenza d’intero. E l’assurdo è che, piano piano, questo precipitare di senso investe l’ascolto, così che l’occhio comincia a vagare in cerca di appigli. Ne trova uno, seppur in coda ombrosa, e l’unica parola che pesca è un’altra parola. Tipo magia. Ma una coppia rumoreggia, si alza e se ne va. Ogni tanto qualche lumino di cellulare s’accende, addirittura c’è chi sfoglia il giornale. Ma io dico. E un po’ ruggisco. E poi ancora mi chiedo: ma ci siamo dimenticati tutto? La gente freme, ha bisogno di luci e rumori, non resiste all’attesa di qualcosa che forse arriva, forse no. Così ingordi di frenesia, tutti quanti, da annoiarsi e sbuffare sempre. Allora prego, passo lungo e ben disteso. distillato da china |
16:10 | commenti (2) 20/07/2006 Descrivi questo attimo Continua la saga delle ielle automobilistiche. Una traversa di Viale Forlanini - quello che va a Linate - destinazione Cascina Monluè. La marmitta di punto in bianco rotola lamentosa sull’asfalto. Nel luogo del delitto, solitario e tetro di luce al neon, si leva un rumore roboante da superturbo, altro che le percussioni di Airto Moreira a un isolato. Non solo, lungo un’abbondante porzione di strada il parcheggio è proibito causa lavori. Per l’inagibilità, l’impedimento e l’attrito sono costretta a lasciare il rottame e i suoi stantuffi ingrippati in balia dell’oscuro, in divieto, con una scritta gigante sul vetro che avvisa del danno: Guasta. E in piccolo: la vengo a prendere domani con il meccanico. Si può sopportare, a quarantotto ore di distanza dall’accaduto, in una scenetta che vista da fuori quasi m’intenerisce, l’attesa bruciante del carro attrezzi, seduta sul ciglio della strada con lele battista che canta triste, ma alla fine è Tri(e)ste, e un libro di Carver che, questa volta, mica mi piace tanto. distillato da china |
15:36 | commenti (4) 18/07/2006 ! Esco esausta dal doppio lavoro, uno retribuito poco, l’altro nulla, e nel trasbordo dalla linea rossa alla gialla, lungo il corridoio infinito sotto il Duomo, un musicista di strada mai visto suona la chitarra. Allucino quasi, proietto ascolti lisi su quattro note velate e arrivo a un punto tale di porosità da ingarbugliare il dentro e il fuori senza alcun dubbio, ma no. Dopo un preludio sonoro vagamente sicofante, la voce giovane del barbuto scocca parole. E sono queste, perdinci! distillato da china |
21:03 | commenti (4) 17/07/2006 I passi, tu passi, passare e finire
Il rientro in campagna ha reso all’occhio, avvezzo ormai ai soli palazzi, campi di girasoli occhieggianti, distese pettinate all’aratro e orti incolti d’avena. Di fronte allo scorcio agreste, neanche fossero altri da quelli, gli occhi si sgranano come piselli. Un dondolio sull’amaca col mondo che vira. Dal verde all’azzurro e gira la testa. Due api s’inseguono dopo il solletico. Numero pari di cani corvini, gatto bianco sonnecchia magrolino, triangolo di fresco falasco sotto il sambuco. Semplice parola accentata sulla a e un desiderio: scendere verso il mare all’ora del sole-a-spicchio, fritto misto e vino bianco. Fotografie del cielo, le uniche non mosse, a frotte. Se almeno capovolto fosse il mare, avrei una scusa per il tremore. L’onda batte sull’arenile. Qualche strofa funesta canterellata alla luna, solita fetta d’arancia se la notte è un bicchiere. Affianco due ombre schioccano baci e per poco non ci scappa un bambino. Dlin-dlon. Allontanarsi dalla linea gialla di sicurezza, treno in transito. Velocissimo saetta e il ritorno dell’aria che scalza è il codazzo di qualsiasi cosa passi così lesta da non passare più. Riprendere il fiato quanto basta per dire che, se ci fosse stato un avviso per qualcosa che non fosse un treno, i capelli non si sarebbero sconvolti di meno. distillato da china |
09:53 | commenti (13) 13/07/2006 I forgot the reason why Ascolto Back home di my broken frame, ma ciò non distoglie meravigliosamente da un intercity plus che il ragazzo dell’agenzia ha affrescato con aggettivi saturi e cenni del capo non lusinghieri. Devo forse rispolverare quel quadratino di B-sides comprato due anni fa all’aeroporto di *Esempio di confusione succedanea di almeno un decennio fa. Due loschi figuri scendono lungo Via Raffaello. L’una dice all’altro, per farsi perdonare: Please, forget me. L’altro, a quel punto, impettito e tronfio, risponde: D’accordo, dimentichiamo tutto. distillato da china |
18:46 | commenti (2) 10/07/2006 Lunedì d’amianto _Eric Metronome cadenza ormai da un paio di mesi le mie settimane a suon di cover. Di recente si è arrischiato con pregevoli risultati in to be alone with you di Sufjan, you tell me degli a-ha, taking my life dei Super xx man e the fairest of the seasons nella versione di Nico. Per una rassegna esaustiva, rimando ancora al suo blog. _Ha aperto i battenti la milanesiana duemilasei, delizioso crogiuolo di musica, letteratura e cinema. Si scambiano effusioni appiccicose, come i miei dirimpettai d’altronde, l’installazione 77 million paintings di Brian Eno, gli aperitivi con gli autori, le tarsie musicali di Eumir Deodato, i Madredeus che incontrano Wim Wenders e Morgan in un Concerto dell’alba (alle 6), tanto per acchiappare gli ultimi scampoli luminosi della Notte bianca stregata. _E poi, già da qualche giorno, preannunciati dall’apparizione di una dubbia immagine sul sito, sono tornati i Marcilo Agro e il Duo Maravilha con De Vezze, cognome di un giocatore del Genoa retrocesso in serie C lo scorso anno. A lui è dedicata questa canzone che, se non fosse per l’arpeggio in sottofondo, colpa di quella voce vibrata e troppa, non avrei mai e poi mai attribuito loro. _Ah, fuori luogo volevo aggiungere che ho ficcato nei buchi della mia settimana colabrodo un lavoro estivo. E che, udite udite, questa volta mi pagano. Per cosa credevate che agitassi ieri sera le braccia, sul sellino di un cinquantino, a notte fonda, senza casco e contromano, inebetita dal chiasso fumogeno delle Colonne di S. Lorenzo? E quale mirandola di motivi - malcelata sotto il tricolore - di gioire aveva ognuno? distillato da china |
20:05 | commenti (12) 09/07/2006 Se tutto questo cielo Venerdì sera, al Collegio Marianum, il concerto dei Perturbazione, ambientato in un’aula lungo il corridoio per il cielo incerto, ha riportato ai tempi della festa di fine anno. Le canzoni, prima stipate in seconda fila coi jeans che stringevano, poi appoggiate alla parete con la testa ciondolante, pezzetto dopo pezzetto ripassavano a penna i disegni a matita degli anni fa, giorni sbagliati ma diversi. Come ricordano loro due, tra i soliti ritocchi, s’intarsiavano I will follow you into the dark dei Death Cab e la friggente Portami via sto male - da A century of covers, il tributo ai Belle and Sebastian della Kirsten records - che a me ha abbozzato non una frase enunciata occhi sugli occhi, ma quel coacervo di messaggi non verbali dettati da un frullio in testa d’intenti, di atti mancati tirati a chi non bada, non vede, non sente. Il far essere svanendo, per mancanza, di un gesto strappato, infantile indugio di chi non sa dirigersi verso chi vuole, ma, volendo, fugge peregrino nel momento più epico. Di sicuro mi sbaglio. Due letture di Tommaso, una dal Dave Eggers di Conoscerete la nostra velocità, il libro senza frontespizio, nel tratto accalappiato un istante prima dell’imbarco, l’altra da Chiedi alla polvere di John Fante, non direttamente musa ispiratrice della quasi omonima canzone, ma intrecciata ad un rimando imbastito a posteriori. Inutile dire che quell’insolita aria estiva del dopo pioggia, respirata e portata dentro, come l’umidità fatta nebbiolina tra i capelli e finita più sotto, rendeva inevaso il momento, a concerto chiuso. Qualcosa che immancabilmente non so spiegare. 06/07/2006 Col senno di poi rockit ripercorre il fu MiAmi passando per foto, racconti e ascolti magazzeni. Piacevole reimmersione, a un mese di distanza, nella due giorni che ha inaugurato giugno. Sempre nostalgica sono, niente da fare. distillato da china |
11:51 | commenti (10) 05/07/2006 Y final Figuriamoci se m’intendo di calcio, io che guardo a stento le partite della Nazionale. Eppure devo ammettere che questi ultimi due episodi sventolati al palacucco - il bar sport di Radio Popolare, per di più alla festa rifo - mi abbiano iniettato, contro ogni aspettativa, sciovinismo ed eccitazione. Sarà l’arena gremita e festante, le braccia che saltano al collo al calcio d’angolo o all’arrivo del pallone distillato da china |
03:08 | commenti (4) 02/07/2006 Un amico a te vicino, supersigma Calpino! Che amici e bisogni li unisca un detto non è detto. Si può fraintendere: il bisogno è mio o tuo, per esempio? E sempre e solo in quel momento, soprattutto? Travisamenti. Quando hai bisogno, per dirne uno, dovresti farti vivo? Quando sei solo a casa e i primi sette numeri in rubrica non rispondono, aspetti il tram e il lettore mp3 ha le pile scariche, impaziente tamburelli le dita, la giornata si fa malandrina, hai voglia di parlare con qualcuno, l’amore ha bisticciato, quando lui lei e l’altra, quando lei lui e l’altro, hai bevuto troppo e vuoi essere riaccompagnato, insonne ti rigiri nel letto, la senti distante e l’aneli accanto, la tv non reagisce al telecomando, hai bucato la gomma e tizio è intrappolato, nessuno viene con te a teatro, guarda che stronza che è stata, cosa ne pensi. Il detto non contempla tali ipotesi, è tutto ribaltato (un maggiolino a pancia all’aria si sforza forsennato). Ci sei quando ridiamo, ma ancora più accanto ti sento nel pianto. E se così no, amico no. Ma quanto si starebbe meglio, se invece del silenzio della quiete mi chiamassi soddisfatto. Sono contento e a te ho pensato, il capoufficio mi ha promosso, l’amore ha trionfato, mi capisci e con me gioisci, festeggiamo!, da quassù c’è una vista mozzafiato, dobbiamo tornarci insieme, non ti chiedo, intercalando, di risolvermi i misfatti e neanche sottolineo che mi rivolgo a te perché l’hai studiato. Solo tu perché sei tu e di te io ho bisogno. Di più se esulto e sul tuo viso il mio sorriso piroetta (il maggiolino si rialza, zampetta). distillato da china |
23:40 | commenti (3) |
"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me"
(Dcfc) 02blog a day in the life analize apomorfina associazione di idee autorun banality bestiario blackhair blue blanket bolla brouhahaha daria das kleine chaos delay decay attack ele empty's room enofede enver fainberg flickrthief friends of mine garnant gecco icepick il postino indie imogene indiessolvenza inkiostro jeff buck l'ordine carmelitano la bellezza delle cose logantime lonox margopolis mazarine passengerseat polaroid smetto quando voglio subliminalpop tangerine toscanella tragedie greche whistlestopcafe *loading* |