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distilleria
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30/12/2005 Oimè! oimè! ho fatto tardi! diceva il Coniglio di Lewis Carroll Mancano un giorno, undici ore e venticinque minuti da adesso. I secondi, infastiditi come sono dal rimanere nel rubinetto, spillano così veloci che non mi decido a fermarli in un numero. Poi dipende da quanto tempo impieghiamo, loro ad arrivare al sifone ed io al punto. E’ un lieve fastidio, quel zampillio, e non è un caso se assomiglia alla scansione della lancetta che ticchetta. Ormai si sa, vale la clausola tempus fugit, che è anche se non sbaglio una linea di orologi. Il saggio e lisergico Jim Morrison diceva time works like acid, mentre Baudelaire esclamava: Horloge! dieu sinistre, effrayant, impassibile. C’è anche Giuseppe Celestino che ci ha scritto un libro con l’avviso: badate, benché sia intangibile come il cielo, non fatevi trarre in inganno: è presente e percepibile. Il tempo dorme sui nostri cuscini, barcolla sull'asfalto delle nostre città, beve i nostri vini, mangia le nostre portate...trasforma ciò che è in qualcosa che non è più. È il mastro dei ricordi, il costruttore di rimpianti, il soldato che veglia sulle gioie che furono. O, più semplicemente, è un libro mai letto dimenticato su uno scaffale. Troppe parole a fermare un concetto volubile, perché come fa ad essere ciò che svanisce, se non per un lampo inavvertito? Non è questo il momento per dirlo, né quello dopo. E’ solo il giorno prima del Capodanno, vero? Ci hanno dedicato un sito che si apre con un fischio. Ma cos’è, uno stappo di spumante o un fischiabotto? distillato da china |
12:50 | commenti (2) 28/12/2005 Senza virgole Tra le frattaglie in fondo alla libreria trovo un quaderno pieno di sms proprio quando i Sun Kil Moon arpeggiano una versione irriconoscibile di Tiny cities made of ashes: I just got a message that said yeah hell has frozen over. Lo so che non lo fate apposta sono io che dovrei tenere le mani a posto e spegnere luce e stereo e girare alla larga da questa stanza piena di moleskine e scatole di lettere e pile di fotografie e biglietti di concerti. Dal parquet fioccano due chitarre in disuso che, quando le riprendo in mano, mi sbucciano i polpastrelli. Manifesti di Franz Kafka Picasso Natalie Merchant e compilation in musicassetta e libri dell’università e cartoline che murano poesie di Garcia Lorca. La vena passatista sopporta tutto ma questa sera esco nevicasse il cielo intero. distillato da china |
12:45 | commenti (4) 26/12/2005 Do ut do Di James Joyce ricordo questa cosa del dare: mentre tu hai una cosa, questa può esserti tolta. Ma quando tu la dai, ecco, l’hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre. distillato da china |
21:35 | commenti (8) 24/12/2005 Esco e compro un disco ed un ombrello ché se mi commuovo piovo Tutti dicono Buon Natale. La cassiera del Conad, il benzinaio, lo zerbino del ristorante, la porta del condominio dove abita mia nonna. Abitudine, tradizione, augurio o gesto apotropaico che sia. E’ questa la nostalgia? Non lo so, però a volte può chiamarsi Vigilia e abbigliarsi con una vecchia t-shirt: una t-shirt amata alla follia, ma diventata troppo vecchia per infilarla ancora, tanto che, affezionata come sei, non hai cuore per buttarla via. La indossi per la tinta o d’estate come pigiama tra le lenzuola leggere. distillato da china |
14:51 | commenti (2) 22/12/2005 Alda Merini alle Messaggerie E’ arrivata silenziosa che quasi non me ne sono accorta. L’hanno preceduta le spalle arroccate dei fotografi e il rumore a libellula dei flash. Si è seduta tra il pubblico in penultima fila. Riluttante come sempre, non voleva occupare la scena. Lo facevano già le unghie rosse e le labbra vermiglie. Una metonimia, in fondo. Giovanni Nuti, chino e vicino, le sussurrava di salire e insisteva remissivo con la mascella addomesticata e la barba a mo’ di giardini di Versailles. Lei scuoteva irresoluta la testa. No, no, sono stanca. No, no, non mi va. Si faceva desiderare e ci voleva tempo per desiderare. E infatti alla fine è salita. Ma cosa devo fare? Ha recitato due poesie dal nuovo Poema della Croce, musicate e cantate da Nuti, mentre io mi chiedevo cosa avesse d’infinito questa donna. distillato da china |
01:26 | commenti (7) 21/12/2005 21/12/2004 Non vederti per svagarti svuotarti da dove hai riempito gli occhi ad esempio hanno capito con te il pieno e il vuoto. distillato da china |
01:43 | commenti (5) 20/12/2005 Greenfingers
E’ il colore dell’invidia e della clorofilla, dell’Irlanda, del dollaro e del movimento ecologista. Che gli costava? Agrodolce C’è un’aria frizzantina e una luce che preannuncia il solstizio. E’ la gioia trasmessa ai miei occhi dagli occhi di una signora dimessa, questa volta nell’altro senso. Perché adesso i suoi occhi brillano e si muovono veloci. Scherza su quella volta che aveva convinto la famiglia a partire per sfuggire ai persecutori, quelli che le avevano diluito l’antrace nel caffè. E’ per la festa di Natale e per l’atmosfera giocosa: infermieri, psichiatri e psicologi, almeno per una volta, si affiatano durante l’allestimento dei tavolini. La tovaglia rossa, i tovagliolini colorati sistemati a stella, le bottiglie di spumante, be’, quelle vanno messe a rinfrescare nel terrazzino. Squilla il telefono. Non è la medicina interna che richiede una visita a parere, è R. che mi avvisa: scendi che tra dieci minuti arrivo coi pasticcini, prendi il carrello dei farmaci in infermeria, così mi aiuti a portarli su. Salgo sull’ascensore di servizio insieme all’infermiera per la missione pasticcini, veloce veloce, che R. ci aspetta. Sembra proprio di essere a E. R., ma con una dolce emergenza, se dio vuole. La ragazza che chiede a chiunque ce l’hai una sigarEtta? si bea nella zona panettone, mentre il paranoico cronico, all’angolo dell’abbeveraggio, s’inorgoglisce a versare lo spumante alle docili dottoresse in camice bianco: inclinate il bicchiere, altrimenti escono gli enzimi! (?) E comunque ricordatevi sempre di una cosa: intuire e capire sono verbi diversi. Bandierine inglesi e russe trafiggono i panini, le tartine al tonno e al salmone spariscono sotto gli occhi. Tre bicchieri di spumante, poi basta sennò, invece di arrivare a casa, continuo a girare a spirale sulla 95. E poi, tra il dolce e il salato s’infila un altro sapore, quello degli ultimi giorni. Ormai si sa. distillato da china |
16:32 | commenti (3) 19/12/2005 (...)
I’m awake I know ‘cause I’m afraid Of every little thing It makes me think of you distillato da china |
03:01 | commenti (2) 18/12/2005 Teoria Un’amica aveva una teoria sugli amori infranti. Guarda che me la ricordo. Io avevo la punto azzurra e tu quel cappottino peloso e violetto. Ce l’hai ancora? Se esistesse un nesso tra la punto e il cappotto, a conti fatti non dovresti più averlo. Punto e a capo. Tanto per dare senso a tutti quei più e a quegli ancora che ci rovinano l’esistenza a noi nostalgici. Eravamo poco fuori dalla salita scoscesa che conduce all’uscita del parcheggio sotterraneo del Mercatale, poi riprendo fiato, eh. Al capolinea di discorsi illuminati, la tua teoria fiondava: fino a che l’anno non fa il giro, è tremendo ricordare. Ci sarà, vinavil di memoria, l’ultimo brutale novembre. Le passeggiate tra le foglie secche, la cioccolata calda, ma senza panna che non mi piaceva, una castagna raccolta e conservata, perché - dicevano - prevenisse il raffreddore. E di agosto che mi dici? Devi ancora dire quest’estate, con la s sibilante e il nodo in gola, che sembra l’ultima cosa che vorresti pronunciare o un segreto inconfessabile. Se ci pensi, è solo uno stupido aggettivo che ti riavvicina al solleone tanto da soffocare, adesso, di termosifone. Aprile. Di aprile non dirmi niente. Principiava l’acerba primavera, la prima vera volta che dicevi evviva. E l’avresti detto a tutto il mondo, sgolandoti dal Polo Nord. E poi l’anno fa il giro. Poi un altro e un altro ancora. I novembre li puoi contare sulla mano destra, finché non bastano le dita e devi passare alla sinistra. Più dita servono a contare la distanza, meglio è. Ma basta che l’anno faccia il giro per star meglio, così l’ultimo novembre, se novembre già è stato, non è più nostro, ché un anno se n’è andato. distillato da china |
14:41 | commenti (1) 16/12/2005 Dear Rose Un calice di vino e una lettera scritta a Rose da Nina Nastasia. Scrivila tu Nina, ché io non ce la faccio. Soffia dentro Smiley tutto ciò che non riesco a dire. Hai un viso familiare, ma non domando dove ti ho vista, perché non ti ho vista mai. Nina, lo sai? Sono lunatica e capricciosa. Secondo me lo sei anche tu. Secondo te è grave intenerirsi ad un concerto di Alessandro Grazian? Ma è vero che ti piace nuotare, cucinare, giocare, bere e baciare? A chi lo dici, Nina. Nina, il tuo nome è quello di Nina Simone. Che poi lei si chiamava Eunice, in realtà. Parlavo di te, mi ricordo. Era una sera d’agosto. Avevo adocchiato una stella cadente dal finestrino. Per poco non andavo a sbattere, Nina. Nina in ebraico significa bello e ieri era il tuo onomastico. Nina ti prego, domenica non cantare 4 yrs, altrimenti come faccio. Neanche You, her and me, se puoi. Anzi no, quella sì, va. Così glielo facciamo vedere noi a quella lì. Nina, ti arrabbi se ti avvicinano a Lisa Germano e a Liz Phair? E ti scoccia se ti chiamo Nina? Tanto l’ho fatto già e tu non lo saprai mai. distillato da china |
22:39 | commenti (10) 14/12/2005 Ne La dodicesima notte di Shakespeare si diceva a Malvolio: quelle che per voi son palle di cannone non fan l’effetto che d’innocenti volani Ci sono momenti come questo in cui il rumore smarrito di un condominio sopito lascia spazio al rumore. In quel rumore, una sigaretta tra le dita sarebbe servita a buttar fuori, se non parole, fumo. Sugli occhi, così, chissà, forse, mentre diventavano lucidi, avrei finto di sapere perché. Ti sarei rimasta addosso come uscita da un locale prima del divieto. Ma ho smesso di fumare. distillato da china |
01:20 | commenti (2) 12/12/2005 Bastian Contrario Vi è mai capitato di leggere oroscopi arretrati per vedere se hanno profetato davvero? E’ stata una lezione di geografia astronomica, anni fa, a farmi lasciare anche l’ultima speranza sul valore dell’astrologia. Il professore di scienze, nella ribattezzata ora di Alessi - era una canzone, ma qui sono in pochi a capire - diceva che l’assetto dei pianeti su cui anticamente sono sorte le basi della disciplina è mutato, quindi perché credere ancora a false derivazioni? La verità è che la prova empirica galileiana non fallisce mai. E allora veniamo ai fatti. Un anno fa l’oroscopo sul mio segno affermava: Il 2005 è un anno che vede alternarsi ad una prima fase positiva un periodo che si farà progressivamente più tormentato a partire da fine luglio. [e invece, proprio da fine luglio, le cose sono di gran lunga migliorate]. L’energia creativa che caratterizza il vostro segno potrà venir meno a causa della dissonanza di Nettuno, procurando momenti di incertezza e confusione. [e per fortuna]. Non mancheranno periodi entusiasmanti in cui quanti vi circondano resteranno ammaliati dalla vostra personalità. [no comment]. In particolare l’estate sarà piena di novità, viaggi e conoscenze. [se con viaggio si riferisce a quei tre giorni a Roma e con novità alla grandinata apocalittica, ci ha proprio azzeccato]. Amore Il 2005 sarà ricco di sorprese e colpi di scena per i nati nel segno del leone. L’anno inizierà con grande brio, l’amore sarà il protagonista del mese di gennaio rendendolo particolarmente dinamico e luminoso. [sonore risate]. I single vivranno un periodo movimentato a marzo e ad aprile: numerose le occasioni per nuovi incontri…ma attenzione ai passi falsi, il clima potrebbe diventare teso e stressante se non giocherete bene le vostre carte. [ma non si diceva che i fortunati al gioco, sono sfortunati in amore? Avessi almeno vinto a Bingo]. Da metà giugno a fine luglio Marte in trigono e Venere in Leone faranno sì che i rapporti amorosi diventino stabili…qualcuno prenderà delle decisioni importanti. Fino alla fine di ottobre Giove in sestile renderà la vita di relazione salda e duratura. [senz’altro]. Lavoro Gennaio vi porterà fortuna anche per le questioni lavorative, mentre febbraio sarà un mese piuttosto dispettoso: attenzione a non irritare i vostri superiori con atteggiamenti provocatori e soprattutto mettete da parte il vostro proverbiale orgoglio. Prove di maturità vi saranno richieste fino a fine anno. In particolare da luglio Saturno nel vostro segno vi imporrà di fare un’analisi critica su quanto avete realizzato e sulle vostre ambizioni. [analisi critica? altroché!]. Tenetevi alla larga da situazioni rischiose e cogliete questo periodo come un’opportunità per crescere professionalmente.[licenziandomi]. Denaro L’anno inizia in modo favorevole anche per le questioni economiche. [puoi ripetere, per favore?]. Il mese più fortunato per i guadagni sarà luglio, [sì, quando mi sono licenziata] mentre dovrete prestare attenzione ad agosto. A fine ottobre Giove ostile al vostro segno aumenterà il rischio di passi falsi e sprechi di denaro. [mai stata così parsimoniosa]. Attenzione a dicembre, quando Giove in quadratura con Saturno esporrà al rischio l’economia e il prestigio personale. [è proprio scontato, questo Giove, mica come i prezzi in Corso Vittorio Emanuele!]. Provate anche voi. distillato da china |
22:38 | commenti (2) Niente C’è una canzone dei Piano Magic che fa: When I watch old films in which animals appear I get sad because those animals are certainly dead now. Cioè, non è proprio una canzone. Infatti non è cantata. Forse è un viaggio siderale, un viaggio ipnotico, di quelli che impazzisci mentre pensi all’infinito, all’assenza di centro, al troppo grande e all’immensamente piccolo. Fa paura e quasi non mi piace. No, non mi piace questa canzone che non è. E mi fa paura. Penso che tra poco succederà qualcosa, ma poi niente accade. Adesso esplode il ritornello, invece il ritornello non ritorna. E in effetti non se ne è andato mai. C’era un tarlo in una trave, qualche stanza fa. Dipende da quando è stato tagliato il legno, da come era la luna - mi diceva il falegname. distillato da china |
03:49 | commenti (4) 08/12/2005 Un’altra cosa Un compagno di corso, ai tempi dell’università, giocava a fare il regista teatrale. E se al mattino usciva da un un’aula del Collegio
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20:06 | commenti (5) Io, Antonin Artaud, nato a Marsiglia il 4 settembre 1896, cinquant’anni, autore di cinque o sei libri di poesie, attore di cinema e regista [...] ho perso ogni potere di disporre della mia vita, del mio corpo, internato d’ufficio e costretto in manicomio per 9 anni, oggetto nelle mani dell’autorità, e sottomesso a leggi crudeli ed alienanti che mi resero irrimediabilmente altro per sempre L’elettroshock non è rimasto confinato dentro Qualcuno volò sul nido del cuculo. Nascosto sotto le tre lettere ECT (terapia elettroconvulsivante, terapia?), viene usato nei cosiddetti casi d’emergenza: depressione delirante, ad esempio, resistente agli psicofarmaci e con alto rischio di suicidio. E’ bene che si sappia. Lo sapeva bene Antonin Artaud. 51 le sue sedute elettriche all’Ospedale psichiatrico di Rodez, tirate fino alla frattura di una vertebra lombare. Non si pensa a questo di fronte alle sue parole antiruggine e ai tormenti impronunciabili di un uomo. Non si rivolge lo sguardo all’imperfezione della conchiglia da cui nasce la perla - più o meno così scriveva Jaspers. Si va al Padiglione d’arte contemporanea per questo montrage. distillato da china |
12:03 | commenti (2) 05/12/2005 L’amo Quando sento l’odore improvviso di frittelle sulla strada dietro la biblioteca. Quando in autobus un ragazzo si alza e lascia il posto a una signora. Quando l’ironia si posa sui ponteggi del Duomo: ho trent’anni, sono di Milano, l’avessi visto senza una volta. Ne scoprono una parte e passa un secolo prima che svestano le altre, così bisogna di nuovo ricoprire le prime e così all’infinito. Quando la domenica a pranzo in quei bistrot tuttofare servono una cotoletta gigante, ma solo con la e aperta. Quando la desolata pizzeria sottocasa diventa un sushi bar. Quando l’edicolante e la cassiera del Despar mi sorridono. Quando un passante sgrana gli occhi e alza le spalle come a dire pazienza, alla vista delle mie lampadine nuove scivolate sul selciato e ridotte in pezzi. distillato da china |
22:10 | commenti (5) 04/12/2005 Does he know that place below your neck that is your favorite to be touched? Se fossi una professoressa di italiano al liceo, per il compito in classe di letteratura, non proporrei il solito confronto tra Leopardi e Montale. Con gli occhiali graduati in punta di naso, la biro e la voce stridula: Allora, un po’ di attenzione, [due battiti di mano, non un applauso, giusto per richiamarli all’ordine], prendete il foglio protocollo, ce l’avete tutti? Oggi, come previsto, ci addentreremo nei misteri della vostra bile generosa [Op. Cit.], siete abbastanza ossigenati? Avete allenato le vostre manine? Vi siete innamorati ieri notte? [Cenni del capo assentono]. Molto bene. Adesso vi detterò la prima traccia: Alla luce della tua personale esperienza [sì, voglio sapere i fatti tuoi], e con tutta l’irrazionalità che pertiene all’argomento, disegna un parallelo tra The Calendar Hung Itself dei Bright Eyes e Tentativo di gelosia di Marina Cvetaeva. E guai a voi se tirate fuori l’hi-pod! distillato da china |
19:17 | commenti (4) 03/12/2005 Pipas Era giugno, qualche mese fa. No, perché, dai miei tre maglioncini impilati, adesso sembra incredibile che lo sia stato davvero e che un giorno svernerà. Avevamo cenato con due pizze take-away e un paio di birre, in quel parco dietro la stazione. La mia era al radicchio trevigiano, anche se in realtà sembrava quello di Chioggia, quello con le foglie a pallina che costa meno. Non l’avevo finita, la mia. Avevo lo stomaco chiuso a triplice mandata, a causa di un certo - irrilevante, poco poco importante - esame di Stato del giorno dopo. Un po’ mi girava la testa. Non ero più abituata alla birra, e neanche alla vita, intruppata com’ero. Così l’hai finita tu. Due buoni quarti, se non ricordo male. La sera, mentre tuo padre nell’altra stanza suonava la tastiera, io con le gambe incrociate ripassavo sul letto il metodo clinico, tu, invece, davanti al computer eri punibile di pirateria (c’è un meccanismo criminale che minaccia l’industria, la creatività e la cultura. La pirateria multimediale è un crimine. Stanne fuori!). Ed è stato in quel momento che me li hai fatti conoscere: - Chi sono? - I Pipas, lei è spagnola. - Belli. Mi piacciono mi sa. - Senza virgola, l’ho detto d’un fiato - - Non avevo dubbi. - Sorriso - Poi l’estate è esplosa e i Pipas chi li ha più ascoltati. Li ho cercati un paio di volte, ma sotto
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18:54 | commenti (3) Neve onice a Milano
E’ bianca. Dunque è una poesia. Una poesia di una grande purezza. Congela la natura e la protegge. Dunque è un vernice. La più delicata vernice dell’inverno. Si trasforma continuamente. Dunque è una calligrafia. Ci sono diecimila modi per scrivere la parola neve. E’ sdrucciolevole. Dunque è una danza. Sulla neve ogni uomo può credersi funambolo. Si muta in acqua. Dunque è una musica. In primavera trasforma fiumi e torrenti in sinfonie di note bianche. (Neve, Maxence Fermine) distillato da china |
02:04 | commenti (6) 02/12/2005 95 Ad una fermata della 95 - l’autobus con la fisarmonica che suona ad ogni curva - un’occhiata veloce ha colto un ragazzo e una ragazza. La ragazza si rivolgeva al ragazzo in modo animoso, disegnando segni orizzontali nell’aria con le mani. Le mie erano dentro le tasche del cappotto, avvolte in un paio di guanti a righe H&M, già lisi da un’usura mai esistita. Freddo freddissimo, muovevo i piedi sul brecciolino, affinché l’idea di gelo sbrinasse. Mi accanivo, in particolare, su un anello di metallo con una chiave. Chi l’aveva perduto? Quale serratura apriva? Porta o catena della bici? La spola era tra i suddetti quesiti filosofici e la domanda su quale fosse, in quel momento, la canzone da piantino liberatorio accoccolato sul divano. Mentre componevo la mia top ten, non facevo caso a quei due, malgrado i decibel in aumento ogni tanto levassero lo sguardo. Io ero con loro. A un certo punto, una caterva d’insulti ha prorotto dalla bocca della ragazza: vaff§#!!stronz?/!*idiot°§pezzodi°!? Scalciavo i sassolini, la chiave, tiravo fuori le mani dalle tasche, le sfregavo, ma quando arriva questo autobus? Lui le sostava davanti senza fare una piega, flesso nell’atarassia, mentre lei rimpiccioliva il suo ego a suon di offese. Non arrivava quel maledetto autobus e tra i piedi avevo fatto tabula rasa. Mi chiedevo come potesse essere così indulgente, quel ragazzo, se si trattasse d’indifferenza o di stoicismo. Le mie speranze si chiamavano la-95-che-spunta-da-lontano. Dai, dai che ce la fai. Di fronte alle porte automatiche, la postilla finale: hai capito che cosa gli ho detto a quel bastardo? distillato da china |
15:38 | commenti (1) 01/12/2005 Wait (the secret stars)
Every town has a corner where I'll see you and your friends too hanging out looking cool distillato da china |
20:43 | commenti (2) Dicembre dice Vita grama per un Amleto in punta di piedi sul nuovo giorno. Si scervella a tal punto sul picco dubbioso, che gira intorno come un ouroboros. Gratta l’indice sulla tempia, quest’uomo, teme di andare senza ritorno. Il suo tormento sono le opzioni: Kate Bush in December will be magic again - ma ci vorrebbe una salda speranza; Julie Doiron in Will you still love me in december - ma forse è meglio non domandare ancora; i Weezer di only hope will remember, burning flames in December - ma fa troppo freddo; Damien Jurado in December - ma poi lo fai sul serio? i Marta sui tubi il sei del mese - ma tra sei o 6 dicembre non sa scegliere, un Amleto, e poi oggi sei dicembre, sei stata tutte le stagioni, non sento freddo nelle mani, vorrei che nevicassi ancora. Io gli direi, vista l’ora, prima Julie poi a nanna. distillato da china |
00:51 | commenti (5) |
"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me"
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