distilleria

30/11/2004

Pri(s)ma

Ascolto per la prima volta l’ultimo album di Nick Cave, reduce dal concerto di ieri sera. Si dice sia tutta un’altra cosa l’esperienza catartica di quando porti sotto il palco insieme a te una brigata di ricordi, spolpamenti, dita leccate di leccornie già provate. E infatti potrei dirne di fesserie mielose legate al lungo istante in cui sotto la volta tecnologica dell’Alcatraz s’imbullonavano i versi our love-lines grew hopelessly tangled and the bells from the chapel went jingle-jangle, do you love me? do you love me? like I love you? - per giunta senza indovinare di chi sia la chiave inglese. Tuttavia, anche ribaltata, la questione riverbera non una luce bianca al primo bacio, ma un prisma che s’impiccia. Intrigante, ho pensato, ma nel senso che più si avvicina all’inganno e meno al fascino. Eppure seducente e bello, con labbra polpose e rosse, da passarci sopra con le dita. E morirne.

distillato da china | 14:09 | commenti (6)



27/11/2004

Qua e là, simmetrie

Narra una vecchissima leggenda indù che una volta l’uomo era consapevole della sua divinità. Gli dei, per imporgli una prova, decisero di nascondere questa qualità là dove l’uomo non avrebbe mai pensato di cercarla: il suo essere divino era stato chiuso in se stesso.(I)

Non si riesce a cogliere la verità quando la si ha dentro. Ma com’è grande e come strilla quando esce e alza le braccia…(II)

E comunque io credo all’oroscopo celtico (…). E’ una forma di divinazione basata sugli alberi. Si immagina che dentro ogni uomo e ogni donna viva un albero attraverso il quale ciascuno alimenta il desiderio di crescere nel migliore dei modi.(III)

Gli svedesi per esempio raccontano questa fiaba sulla foresta. I taglialegna nelle foreste di pini, abeti e larici del Nord, erano soliti lavorare in solitudine quando abbattevano e sfrondavano alberi con la loro accetta. (…) A volte appariva Huldra. Huldra era una creatura di squisita bellezza, delicata, ammaliante e irresistibile. Capitava che, al vederla, un taglialegna lasciasse cadere l’accetta e si mettesse a seguire il richiamo del suo sorriso, addentrandosi nel folto della foresta. Non appena le arrivava vicino, Huldra gli voltava le spalle e svaniva.(IV)

Il significato è invisibile, ma l’invisibile non è in contraddizione con il visibile: del resto il visibile ha una struttura interna invisibile e l’in-visibile è l’equivalente segreto del visibile.(V)

E’ la mia esistenza fedele all’asse che caduca: la sola realtà; nelle cose invisibili vive (…) e vive nelle invisibili che si incarnano.(VI)

Alla fine è questo che cerco di fare, far essere ciò che svanisce.(VII)
distillato da china | 17:34 | commenti



24/11/2004

Lento

Sul finire di Reflets dans l’eau di Debussy c’è un lent che sa di dissolvenza fatata, di percezione consumata, o perfino di allucinazione - laddove dal sonno si entri o si esca. Intorno alle cose perse nel sovrappensiero, questa architettura sonora ha allungato le braccia verso un’impressione e l’ha acciuffata. Più o meno aveva a che fare con quei fatti di fronte ai quali sarebbe molto più facile il senso di colpa dell’ammissione di non responsabilità. Se solo ci si potesse aggrappare a un’azione, a un errore, a un movimento davanti al quale l’effetto si agganci chiaro e si dica conseguenza del gesto, allora si avrebbe una ragione o una negligenza a cui fare appello. Tutto girerebbe attorno ad atti mancati o colpevoli e a effetti lampanti. Invece lì, di fronte a quei fatti, anche se si ricostruisse pezzo a pezzo, non si troverebbe niente di più di eventi legati l’uno all’altro. E’ così che succede, sai? Non ti so dire perché. Non è colpa tua e non sono io. E’ che una mattina suona la sveglia e tutto si sbianca, si fa più lento, come in Reflets dans l’eau di Debussy.

distillato da china | 14:34 | commenti



20/11/2004

Multicolor

Dal parrucchiere faceva angolo un gineceo. Frangia dopo zazzera nascevano frasi gettate là tra riviste per sole donne e capelli in caduta libera. Di quelli fastidiosissimi che sostano sul collo e pizzicano il naso e non se ne vanno. Le relazioni moderne, la vita da single, il mordi e fuggi, le ragazze che preferiscono gli attempati, i giovani che lusingano signore, donne single che danno la caccia a uomini sposati e viceversa. La conclusione è stata: allora oggi sedurre è più facile con la fede al dito. Quasi quasi quello spaccato vagheggiava le pagine di Amore liquido - un ossimoro che riflette le antinomie evidenti di un tema inconciliabile. Le affinità elettive invece sono pleonastiche. L’affinità non permette scelte e l’elezione non aggiunge niente, dice Bauman. Il parrucchiere poi, parlando del nuovo salone, mi ha informato dell’esistenza di certe luci speciali, luci multicolor o qualcosa di simile. Queste, una volta accese, danno vigore alle sfumature, ravvivano i colori, li rendono puri, ardenti. Un po’ quello che fa una locomotiva a vapore dentro il petto. Ce ne vorrebbero di luci così.

distillato da china | 19:25 | commenti (5)



16/11/2004

Intercalari

[Seguire il percorso programmato] settembre sbiadisce di fronte a una lunga camminata lungo Corso Garibaldi a notare i legni delle osterie da provare i sampietrini da contare fino alla prossima volta [tra trecento metri svoltare a destra] quella casa al numero diciassette con le inferriate alle finestre illuminate a suggestionare gli archi a sesto acuto a piccare facciate pungente anche l’aria e la notte per un attimo nella Babele di Pieter Bruegel o nei mondi deliranti di Terry Gilliam dove iperboli e contraddizioni non fanno chiasso [alla rotonda diritto] ma poi la macchina della realtà stritola i sogni la metro il torpedone il filobus il tram strumenti d’ipnosi e a novembre manca poco e di ottobre non so dire i giorni con lo zelo certosino di allora [mantenere la sinistra] la coerenza dei calendari ai cerchi di biro aggiungevo i fronzoli di glorie andate ha esalato il suo ultimo respiro già tempo di novello e dentro casa tornando la sera c’è l’odore del calorifero che ha avvizzito l’aria l’incenso Spiritual guide le sta appiccicato i Decemberists ancor prima di divincolarmi dalla sciarpa i ciclamini appassiti a gridare vendetta [svoltare a sinistra] rintronano frasi sei lunatica avevo capito sei romantica e mi chiedevo cosa di me ne avesse parlato una fantasia edulcorava gli aggettivi chiusa e seriosa un passo dietro l’altro e la curiosità crescente perché perché avevo capito male le conosco una ad una le mie lune mi hai confusa ma resto zitta non voglio giudicarti tanto poi non mi capisci [se possibile effettuare un’inversione a u] hai anche detto mi hai colpito quella volta poi un’altra quando mi hai parlato dell’immaginario o di certa letteratura cammina cammina con le mani intrappolate nelle tasche quando le tiro fuori il velluto ci ha disegnato un pentagramma [strada senza uscita] un pentagramma infinito.

distillato da china | 16:32 | commenti (1)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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