distilleria

13/10/2004

Avidità

Sedici minuti e trentasei secondi. Tre notturni di Chopin, opera nove. E’ il tempo che mi sono data. Non per scarsa dedizione, né mancanza di tempo - perché ora che non ne ho, cascasse il mondo lo trovo sempre. Neppure una pausa di riflessione, ché per quanto ne so ha sempre voluto dire fine. Pensare significa stare in pensiero, insegna Lodoli, e di pensiero da queste parti ce n’è sempre da svendere. Per questo credo che per ora non valga la pena dipanarlo - perché di matassa si tratta - o sferruzzarlo fino a dargli la forma perfetta. Meglio lasciarlo tra gli occhi in cui è nato, nei suoni a cui è attaccato, nelle parole che hanno accennato o nell’attimo andato. Per dire non parlo di questo, ma per questo taccio. Perdo il suo filo, non lo lego al dito, rammento e non rammendo.

distillato da china | 18:38 | commenti (2)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


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