distilleria

29/07/2004

Ultimo giorno

Chiuso per ferie. Si riapre a settembre. E’ il ritmo che scandisce il passo sulle saracinesche lungo il corso bruciato dal sole. Ultimo solito tragitto verso l’Istituto, oggi invaso dalle esalazioni malsane del collante per moquette e da due tecnici presi a prestito dalla Banda Bassotti. I lettini e le poltrone del mestiere giacciono sottosopra davanti a me, in ordine sparso, e i racconti ovattati che si captano da dietro le porte hanno lasciato il posto al ronzio della sola aria condizionata. Il tecnico interrompe la mia blanda concentrazione: Ma che…sono ‘sti? Mi scusi, può ripetere? Che uffici sono questi? Non sono uffici, sono studi. Studi di psicoterapeuti. Ah, qui curate i matti. In un certo senso, l’unica risposta strozzata che ho saputo dare, mentre avrei voluto urlargli: Quali matti? Quali cure? Fargli notare la leggerezza di parole scagliate come macigni. Lo so, sono cose che si dicono. Appunto.

distillato da china | 17:47 | commenti



28/07/2004

Fever dream

La città che scorre fuori dal finestrino e due mani intrecciate, l’aria fresca che ha la sera e alti livelli di Fever dream di Iron & wine nel sangue, possono chiamarsi felicità? Ne La bella e la bestia quest’ultima deve farsi amare prima che una rosa sfiorisca. In Qualcosa è cambiato, Jack Nicholson, sebbene soffra di disturbo ossessivo-compulsivo, scende a compromessi per la donna di cui è innamorato, accettando d’indossare la giacca al ristorante, fonte nelle sue idiosincrasie di mille eventuali contagi. Ora cos’altro vuoi che sia il motore degli eventi. Pensi questo andando a bere un caffè corretto all’una di notte nella più pittoresca pasticceria di Milano, a cui fai seguire un limoncello impopolare e così caro che neanche una saint honoré. Il barbaglio delle strade lavate, i rinvii incoerenti della notte, le risate interrotte da ludici discorsi antropologici per cui, ovunque si arrivi, l’unica ammissione che regga è che l’uomo è bestia. Imbrattatore e scialacquatore di vita, ma unica traccia del suo fluire, della meraviglia, di ciò che manca e per cui valga la pena affannarsi. Di una filosofia magra, sghemba e goffa non rimane che questo zuccherino struggimento. E miserabili spallucce.

Some days her shape in the doorway will speak to me, a bird’s wing on the window, sometimes I’ll hear when she’s sleeping her fever dream, a language on her face. "I want your flowers like babies want god’s love or maybe as sure as tomorrow will come". Some days, like rain on the doorstep, she’ll cover me with grace in all she offers. Sometimes I’d like just to ask her with honest words she can’t afford to say, like "I want your flowers like babies want god’s love or maybe as sure as tomorrow will come".

distillato da china | 16:54 | commenti (2)



25/07/2004

Ventisette volte

Ho visto gente tergersi le lacrime, squarciarsi la gola, ascoltare in silenzio. Ho visto i movimenti delle mani, gli innamorati persi, gli sguardi ammirati. Ho pensato a quanto siamo diversi e alle infinite ragioni che ci fanno assomigliare. Nell’esserci soltanto a rimirare le foto scattate agli accordi, agli scollati ricordi da non suturare. E mentre Nada cantava l’incertezza del pianto per un amore che manca, hai intravisto il tuo cuore balzare in avanti, uscire da dove lo avevi lasciato. Indaffarato il pensiero a seguirlo, le mani che agguantavano l’aria, tanto andava forte. Chissà poi dov’è finito. Dietro il mi cantino di una chitarra nera, quella con cui Carmen suonava in Blunotte, la paura e l’amore di un passato remoto. Forse tra le piccole corde del mandolino in Stranizza d’amuri. Allora lì rullava per involarne ancora. Finché è caduto, dagli spalti già vuoti, dalle sedie mollate ai pensieri che, dietro, facevano a botte. [Non sai se è di gioia o di dolore. Questa smania al cuore.]

distillato da china | 12:56 | commenti (5)



19/07/2004

In provincia

Riscopro la delizia di strappare due fichi al ramo, aprirli e succhiarli come ostriche al limone. Le cicale, il luglio odoroso come lo volevo ritrovare, le farfalle che non sai qual è il dritto e il rovescio e le api a stuzzicare cespi immensi di lavanda. Le ortensie e i gerani, i girasoli ad occupare i campi, a Milano dove se non dal fioraio, li sorprendi solitari? E poi la Sassonia e il mare, il bar Splash di pizzette rosse, il pranzo frugale al Pesce azzurro, ché con sette euro e cinquanta prendi antipasto, primo, secondo e un quartino di vino bianco, moretta esclusa. Le tagliatelle della nonna, le melanzane dell’orto, i fiori di zucca fritti, come quelli di sambuco in tarda primavera. E’ tutta un’altra cosa.

distillato da china | 11:07 | commenti (10)



15/07/2004

Metà luglio

E’ meno frenetica, più distesa sui marciapiedi, questa città. Si trova pure parcheggio senza scomodare le coronarie. Se la metti in un quadro sembra un Picasso, dissociata com’è tra il mattino che sa di pulito e la sera lasciata, come dopo un concerto, al bivacco. Nell’atmosfera un Dalì, quello con gli orologi sulla sabbia, molli e sensuali, o un romanzo di Dacia Maraini letto qualche estate fa e tuttora attuale. Le persiane chiuse dei vicini di casa, le stanze svuotate di voci, gli zerbini ancora arrotolati dall’ultimo servizio. Più vago anche l’odore di caffè nel giroscala.

Su una panchina al Sempione, avevo in mente il valzer dei fiori di Tchaikovsky. Ho finto di leggere mentre rubavo stralci di dialoghi ai passanti, biondi o con gli occhi a mandorla. Gli stessi che affollano il centro stringendo in mano mazzi di sportine e carte di credito. Ma c’è così tanto da portar via a Milano, che debba soffocarsi in buste della spesa? Di più di quanto lì non si racchiuda?

distillato da china | 15:28 | commenti


Sere fa

Non faccio nemmeno caso alle parole, poi le parole fanno caso a me, nel prillo di un soffritto sul fornello. Un verso beccheggia sopra il muretto della cucina, poi un altro e un altro ancora. [E stai attenta che si brucia. E’ un momento fondamentale per la buona riuscita]. Mentre giro il cucchiaio di legno per cospargere il peperoncino, balza qualcosa che ha l’aspetto di un innamoramento, tra la cipolla lasciata indorare dall’olio orafo e le casse dello stereo all’angolo della stanza. [In mezzo io]. Aggrotto le ciglia e ci faccio passare il vento. Eppure so che le spezie vanno aggiunte dopo. Volevo dire, eppure non è la prima volta. [Di più non sai]. Fatto sta che in quel momento, forse sesto settimo ascolto, quei versi hanno evocato qualcosa. Non un’immagine, né un ricordo. Eri tu. [E mi hai fatto bruciare tutto].

distillato da china | 15:17 | commenti (1)



09/07/2004

Maritime

Screditato dai più, dipinto come facilone, allegrotto, stupidamente felice, Glass Floor dei Maritime è immediato, crepuscolare, vespertino più che solare, aggrappato ad una melodia raffinata, elegante e coerente senza mai stancare. Considerarlo soltanto stucchevole colonna sonora di una rotta verso il mare, con il braccio abbandonato fuori dal finestrino, mi sembra ozioso e riduttivo per la pulita euritmia dei versi, per la sincerità dei ritornelli in levare e degli accordi in maggiore, specchio di una saggia e stupida felicità, senz’altro presente ma non esaustiva. E poi si può essere diversamente felici senza risultare allo stesso tempo un po’ sciocchi e rimbambiti? C’è, l’innominata gioia, e la si sente brulicare qua e là, dietro i versi piani e nel frizzo irriverente di our new love keeps on reacting all the time, someone has to die to make room for you and I. Più sommersa o forse soltanto lievemente riecheggiata, ma che apre alla speranza, nella traccia che chiude in the middle of the night tornado winds are imminent, they couldn’t take me alive, and I will not always love you. Io ci vedo piuttosto una bellezza rassicurante che per una volta non stuzzica, non provoca, non conturba, ma convince nella consapevolezza che, in una notte come questa, our milk and honey days are gone. Punto e basta. Avvince in un abbraccio fraterno più che in un amplesso, assomiglia ad una serata tra amici, lascia indietro i girotondi stanchi, sulle vele di chi guarda in avanti. Chiamalo amore estivo, prendi a prestito queste parole I’m not afraid to love someone for all my life ‘til it comes undone. Per adesso è proprio quello che ci vuole.

distillato da china | 17:42 | commenti (5)



06/07/2004

Cantina

Andando a buttar via la spazzatura ho scoperto che i sotterranei del palazzo dove si trova la mia cantina sono stati un rifugio per la gente del quartiere durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sui muri ci sono ancora le frecce che indicano il percorso da seguire e le istruzioni per la sopravvivenza. Caspita.

distillato da china | 15:40 | commenti (5)



05/07/2004

Invito al viaggio #1

Sul farsi del mezzogiorno, uscita dal tirocinio con l’intenzione di acquistare un paio di onerosi libri per l’esame di stato, sono entrata alla Feltrinelli di Piazza Duomo. Il mio sguardo dondolone trascendeva lo schianto di una borsa di piombo e girellava tra gli scaffali multicolori in cerca di tutt’altro. Di Marco Lodoli consideravo l’opera omnia edita da Einaudi, colpita ancora dalla freccia d’entusiasmo scoccata la sera prima, in quel giardino insidiato dalle zanzare di cui sotto. Nell’angolo bar, sul bancone accanto a birra e campari troneggiavano decine di spray alla citronella. Dicevo, dei due libri molto utili e poco dilettevoli neanche ho seguito le tracce, girando alla larga la sezione preposta. Ho battuto un’ampia ora l’angolo dedicato al turismo, tampinando le guide di New York fino all’esasperazione. Dozzine di proposte: piccole e concentrate, illustrate e concise, manualistiche e dilaganti, fitte di dettagli curiosi o ebbre di dritte e consigli pratici. Ce n’era una bellissima, che limitandosi a qualche didascalia in fondo a fotografie sognanti, di guida non aveva niente. Si trattava piuttosto di un convincente invito al viaggio. E’ stato questo il momento in cui, presa quasi da un incantesimo e con gli occhi a spirale, mi sono gettata in uno spulcio ossessivo, con l’idea che, se per ognuno ci fosse la propria guida turistica, specchio di uno stile come una grafia, io avrei dovuto cercare la mia come col guanto si sceglie al mercato la frutta più buona.

distillato da china | 11:02 | commenti



01/07/2004

Biblioteca sui Navigli

All'interno della rassegna Biblioteca in giardino, stasera alla Fra' Cristoforo ci sarà uno spettacolo inedito con lo scrittore Marco Lodoli e i La Crus.

distillato da china | 17:56 | commenti (3)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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