distilleria

26/04/2004

Tre

E’ bello tornare a casa, ma dura poco, giusto il tempo che non ho di disfare le valigie. Valigie piene, sempre troppo, rimpinzate inutilmente, perché se non passano tre giorni e tre volte al giorno non mi cambio, tuttavia quel peso m’illude di partire per restare. Qualche ecchimosi, non quelle d’amore di Alda Merini, e avambracci indolenziti, per tre giorni fino a sparire nel color carne.

distillato da china | 12:06 | commenti



25/04/2004

Dimmi che non dormo

Il Brunello di Montalcino barricato in botti nuove, le nespole e il liquore al lampone di zia Celeste, decantano ulivi, cipressi - di quelli neri sottili sui cigli della strada che, appartati, ripetono a memoria i lugubri confini dei campi santi, come il verso dell’upupa, l’ululato e tutte le altre u - lecci e viti, ginestre e asparagine. In successione veloce dal finestrino, con l’effetto intermittente verde e grigio di una foglia di quercia solleticata dal vento. Tre ore di sonno, lo sguardo che fatica a reggersi, decidendo di vedere ciò che vuole, decidendo lasciami stare. E tutto questo come briciole. Briciole di una canzone (…).

distillato da china | 22:00 | commenti (2)



24/04/2004

Qualia

Come i discorsi circolari sui qualia secondo cui non è ancora possibile stabilire se il rosso che vedo abbia la stessa rossità del rosso del resto dell’umanità, così si moltiplicano le lenti attraverso cui equivocare le parole altrui, lette, scritte o dette. Ma non è questo il bello in fondo, a parte un mondo di nefasti imprevisti? Appropriarsi dei sensi con i propri aggettivi possessivi?

distillato da china | 16:59 | commenti (2)



13/04/2004

Azzurrina

Non avevo mai sentito parlare di Montebello, del mistero di Azzurrina e di un castello d’epoca feudale costruito sulle rovine di un castrum romano (da cui il nome mons belli, monte della guerra). La leggenda racconta che qui, verso la fine del Trecento, nacque una bambina con una rarissima forma di albinismo, ritenuta al tempo segno di devozione al demonio e di stregoneria. La madre, temendo una condanna al rogo o un arresto, oltre a farla seguire costantemente da un guardiano, le tinse i capelli di nero. Tuttavia rapidamente il colore corvino sbiadì riflettendo riverberi bluastri. Il 21 giugno 1375 Azzurrina, durante un furioso temporale, scomparve inspiegabilmente nei sotterranei del castello, dove era corsa a recuperare la palla di stracci con cui stava giocando. Il custode la vide scendere le scale, ma quando scese per cercarla, non la trovò. Il corpo non fu mai ritrovato e da allora ogni cinque anni, il 21 giugno, si ascolta il pianto disperato della bambina rimbombare tra le mura dei sotterranei, sempre in occasione di un temporale.
distillato da china | 12:14 | commenti (9)



11/04/2004

L.

 

Sa di Fortezza Albornoz quando guardavo la gente prendere il sole, di fili d’erba quando spiove, l’angolo delle labbra che ho immaginato.

distillato da china | 17:57 | commenti (2)



09/04/2004

 

Con la rarefazione dei Massive Attack di dieci anni fa o sotto l’egida di Mark Lanegan all’inizio di Last one in the world. Con quel ritornello che esprime il senso di chi ha provato I miss you when you’re around o quella frase fluttuante in Montesole che fa voglio cantare l’uso della forza che nasce dalla comprensione - e più sotto - l’amore non cantarlo, che si canta da sé, più lo si invoca meno ce n’è. Una parte infinitesima di un viaggio che ha fatto il bagno nella sera, solitario come solo chi è in mezzo al traffico si sente. Due facce della stessa medaglia, se ci pensi bene, una assomiglia alla sala d’attesa del dentista, l’altra all’autoscontro del lunapark. Un processo di autoassorbimento assorto, in ammollo nelle proprie viscere, un tè di te in te. Ed è come ricalcare la consistenza di un biscotto dimenticato nel latte.

distillato da china | 10:54 | commenti



07/04/2004

?

 

Gli era caduto appena sceso dal palco, il cappellino simil peruviano che Terje Nordgarden portava per impedire ai capelli di togliergli la vista. Nessuno se n’era accorto. Me lo sono trovato tra i piedi, così che un mio gesto veloce l’ha restituito al tipo del merchandising, il quale stupito mi ha detto: meno male che non sei una di quelle fans scalmanate che se lo sarebbero intascato. Poi, districandolo dalla trama di lana: Tieni, come pegno ti regalo un suo capello biondo.

distillato da china | 15:08 | commenti (1)


Fermo immagine

 

Ramòn Gòmez de la Serna scriveva: “Il vento non sa scorrere le pagine di un libro: o ne smuove una sola o le sfoglia tutte, con una ruvidezza da lettore impazzito”. Un’immagine nota a chi ha abbandonato un libro su un tavolino all’aperto, prima di occuparsi d’altro. Magari in tarda primavera, quando il cielo terso si scolora di cirri, il vento sibilante li scolpisce, stirando loro le punte, quasi a trasformarli in stelle bianche. E, in quel momento, il telefono squilla, un bicchier d’acqua si riempie, una sigaretta s’accorcia. Accaduta ma non carpita, tralasciata, vicina al mai esistita: l’immagine senza cornice imita un gambo che si flette chinando il capo, un attimo prima di sparire ramazzato. Io dico che è bello notare. Che come il verbo amare non ha bisogno di avverbi.

distillato da china | 13:10 | commenti



04/04/2004

Sleep

 

Fill these spaces up with days

in my room you can go you can stay

I can't sleep I can't speak to you

now these years locked in my drawer

I'll open to see just to be sure

I can't sleep I can't speak to you

and so I'm reaching out for the one

and so I've learned the meaning of the sun

and all this like a message comes to shift my point of view

I'm watching through my own light

as it tints the shade of you

hold my wine hold it in

nobody's lost but nobody wins.

(Azure Ray)

distillato da china | 18:30 | commenti (3)



03/04/2004

Matite

 

A Milano, in via Castaldi, c’è una trattoria toscana. Non importa se poi, chiedendo al cameriere arabo spiegazioni circa le polpette di ceci, lui ti risponda hai presente il falafel? Le candele e le pareti rubino antico condizionano la scelta, arricchendo la novità di trovare accanto ai contenitori d’olio, aceto, sale e pepe, un portapenne di matite colorate. Nient’altro che un via libera agli estri dei commensali, la cui ispirazione - sotto i consigli dell’appetito - trova qui la propria tavolozza e un sottile foglio ocra, tovaglia sopra cui osare. Le migliori creazioni sostano sui muri, evocando le mille storie di una locanda, i passaggi, le cene a lume, gli addii, i colpi di fulmine, i compleanni, e la lieve magia di una sera qualunque.

distillato da china | 14:15 | commenti (2)



02/04/2004

Voli

 

Prima, seconda, stop, prima, seconda, terza, stop. In ordine crescente, poi decrescente, in una giungla di suoni e colori, con scansioni e ritmi così diversi, che a registrarli tutti rimarrebbe l’indecisione tra musica e rumore. Io direi brusio. Una luna sonora non l’avevi mai immaginata, soltanto un po’ più imprevedibile, un po’ più lunatica e un po’ meno lunare. E’ la memoria automatica che, per definizione, non vuole attenzione e che piuttosto si fa buccia di banana per scivolamenti spazio-temporali sempre più eccentrici, concentrici a volte, a seconda del centro. Psiche, non nei sensi tradizionali, ma in quello che la vede farfalla, che quindi svolazza nell’aria, con un ritmo, con un suono (non un suono vero, quello dello spostamento d’aria), con un significato. D’altronde la psi greca ci assomiglia.
distillato da china | 10:39 | commenti


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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