distilleria

22/03/2004

Acqua-Merini

 

Scarta i regali, Alda Merini, nel giorno dedicato dall’Unesco alla poesia: del portacipria dice che è noioso, dello smalto non lo uso, del rossetto non mi serve. Contenta di fronte a un ciondolo di acquamarina, tuona questo sì lo uso. Ma il dono più gradito è stato Ghiblj lo spogliarellista, per cui ha tirato fuori dal reggiseno un pugno di banconote. Da lei questo ed altro.

distillato da china | 14:04 | commenti (2)



21/03/2004

Proserpina

 

Equinozio di primavera, compleanno di Alda Merini, per cui a martello replico: “Sono nata il ventuno a primavera/ ma non sapevo che nascere folle/ aprire le zolle/ potesse scatenare tempesta”. Un anno fa era venerdì e in macchina verso Borgo Pace alla radio ascoltavo il massacro, stridente nei termini come massa che s’incrina, dissonante nei contenuti come senso che non s’intenda o che da lì tracimi. A Borgo Pace si teneva un incontro sulla poetessa, la memoria cartacea suggerisce: “Alda Merini: la forza, l’amore e il coraggio di esistere”, in una suggestiva Aula Verde in mezzo ad un boschetto sospeso tra il Meta e l’Auro, prima di confluire. Di qui - il nesso c’è, è solo un po’ sottile - ho raccolto tre giacinti e qualche fiore di campo. La linfa cristallina che zampillava dai massicci steli mi ha riportato lucidamente ai versi di Anima Gemella di Marco Parente: “come vedo un bel fiore, la prima cosa che mi viene in mente, è di strapparlo alla terra, e anche se qualcuno preferisce usare il verbo cogliere, io ancora stento a capirne la differenza”. Ritornando ad Alda Merini: “Così Proserpina lieve/ vede piovere sulle erbe”. E Claudiano (370-408 d.c.) racconta che Plutone, dio degli inferi, stanco delle tenebre del suo regno, decise un giorno di affiorare alla luce e vedere un po' di questo mondo... Dopo un lungo e faticoso cammino emerse infine su una pianura bellissima, posta a mezza costa del monte Enna. Era Pergusa, dal lago ceruleo, alimentato da ruscelli armoniosi e illeggiadriti da fiori di tante varietà che, mischiando i profumi, creavano soavi odori e così intensi da inebriare... Ad un tratto, volgendo lo sguardo, scorse in un prato un gruppo di fanciulle, tra cui Proserpina, che coglieva fiori con movenze leggere, fiori tra i fiori.

distillato da china | 11:02 | commenti



20/03/2004

Illumina marzo

 

Dal finestrino del treno, giovedì, vedevo piccoli fuochi. Di fronte al primo ho pensato all’intenzione di bruciare sterpaglie, al secondo ad una coincidenza, al terzo che ci dovesse essere qualcosa sotto, l’eleganza di un filo rosso - oltre o esclusa la proiezione della mia piromania - un filo rosso fuoco: un rito antichissimo precristiano, ho scoperto poi, cerimonia purificatoria originaria del nord Europa, legata alla natura e alle sue leggi. Durante il passaggio tra inverno e primavera si appiccavano fuochi, affinché tale evento di rinascita e rinnovamento accelerasse il passo. Ancora oggi, almeno lungo il litorale adriatico, si accendono maestosi falò, dopo aver riunito rami, tralci di vite e spini del sottobosco e si resta ad ammirare il rogo mentre tenta di ravvivare la notte e temperare l’aria. Ma se il rito è precristiano, quale legame con la vigilia di S.Giuseppe?
distillato da china | 20:49 | commenti (2)



19/03/2004

If we're too late for happiness?

 

Dentro la rabbia sbraitante e o/stentata di una canzone dei Cursive, quando Tim Kasher urla Am I not yours, scivolando nella dannazione dubbiosa di un sospetto che ha garibaldine declinazioni: I saw you over on the payphone, so I was thinking who do you ever call at 1 am, I wonder who that was. Dentro le dita rosicchiate di un sonno compromesso, ma anche assurdamente vagheggiato, incagliato nella rete d’interpretazioni deliranti, romantiche e ossute nei sicuri se-allora: I stare at our ceilings, you're not sleeping, you're not breathing heavily and I know when you're sleeping you breath so softly on my neck. L’archetto della viola, così come i violini dell’innamoramento, assomigliano lì dentro a coltelli che si arrotano. Ben lontani da quei prati fioriti di giallo, con le violette bianche - che io a questo punto chiamerei bianchette - sotto il cielo che si specchia nello stagno di Spectacular views di Rilo Kiley. Qui mi stenderei con una birra ghiacciata, ciondolando le mani: we can see the stars, from where the birds make their homes, staring back at us. Indifferent but distanced perfectly, projected endlessly, it's so fucking beautiful. Così quasi mi sembrerebbe d'aver separato il giallo e l’azzurro, pur nell’abbaglio di un verderame.

distillato da china | 17:20 | commenti



06/03/2004

Aritmia

 

Un ingorgo di parole sul trespolo della gola insidia il silenzio, ma non è il momento di lasciarle andare, e se lo è stato, non è ora e non lo sarà più. E’ questo che chiami ritardo, la camaleontica e rassegnata deferenza, l’accondiscendenza disarmata di fronte a ciò che non puoi più: il pianto a dirotto nell’amarezza, la gioia sfrenata davanti al dilatarsi del tempo, la follia di offrire un mondo, di mollare il più importante tra gli impegni per raggiungersi e svernarsi. Non è da te rallentare il passo, tu che ami la puntualità dei sogni e la minuzia delle passioni e ci tieni ai colori accesi. Sapresti correre veloce lungo gli anni, farti girare la testa dai respiri, disegnare un arcobaleno alla fine di una giornata di pioggia. E in questa potenzialità riversa, apri il compasso e vedi quanta distanza c’è ormai tra quello che vuoi e quello che sei. Ma soprattutto tra me e te.

distillato da china | 22:15 | commenti (2)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


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