distilleria

26/02/2004

Conchiglie

 

Proprio mentre mi perdevo nei significati di meraviglia e meraviglioso, mi hanno regalato un libricino arancione e grigio. Oltre alla meraviglia suscitata al dono, una meraviglia ancora alla pagina ventisette, la prima aperta: Dimmi almeno che oscura meraviglia/ già ti prende di me. Due pagine prima, per il gusto della lettura al contrario, partendo dal fondo, a ritroso: Ho conosciuto in te le meraviglie/ meraviglie d’amore sì scoperte/ che parevano a me delle conchiglie.

distillato da china | 16:17 | commenti (3)



23/02/2004

Tenue bagliore strofinato laggiù

 

Se penso a Eugenio Montale mi vengono in mente i cocci aguzzi di bottiglia sui muri rossi, inorgogliti nella loro tagliente natura invalicabile e pericolosa per i rampicanti. Oltre la memoria della scuola i rompicapi di quel giorno di luglio dei sedici anni non compiuti in cui, gongolando per le strade di Londra, ne ho fotografato uno. Un muro letto e mai visto prima, che evocava la storia di malcapitate bottiglie, di quello che furono e di cosa vi fosse contenuto, brandy, whisky o vino rosso. Curiosità di preferenze. Forme acuminate, io quasi ci vedevo il sangue, come nelle tagliole il pelo della volpe. Come il dito tremolante che scorre sui dorsi di libri stipati sullo scaffale, falangina che sceglie all’impronta, sfoglia e si ferma alla pagina: "poi si sciolse/ come un sospiro, intorno – e ivi non era/ l’orror che fiotta, in te la luce ancora/ trovava luce, oggi non più che al giorno/ primo già annotta". Poi ci fa un’orecchia per ritrovarla la prossima volta.

distillato da china | 17:18 | commenti


San Gregorio

 

Di quella comunità avrei cambiato il colore dei muri nella sala da pranzo, i divani, l’uso delle ciabatte durante il giorno, il disordine dei panni arrotolati, le inferriate alle finestre, la noncuranza degli ambienti, la chiave per andare in bagno, i rovi del giardino, i campanellini sulla porta ad annunciare entrate e uscite. Ma non dimentico l’accoglienza di un sorriso curioso che riluceva sul viso di tutti.

distillato da china | 13:18 | commenti



11/02/2004

Tempo

 

Fino a ieri, non avevi mai incontrato in metropolitana un ragazzo che si muove piano al suono di un violinista scordato e rappezzato, con gli occhi senza fondo, magnetici e imperfetti. Di quelli che lasciano un segno per un po’, come un abbaglio che ti porti dietro, perdendo di vista la scena arsa dal sole. Riesci soltanto a renderti conto - una volta uscita - che quella laggiù sullo sfondo è via Stradivari, che questo è un nuovo giorno e non assomiglia a niente. Stupita, di non aver mai sentito il presagio di qualcosa che arriva, prima dell’arrivo. Di non aver creduto alla frase divinatoria: “c’è un amore all’orizzonte”, senza aggiungere “ma si allontana”. Sete fruscianti e bisbigli, sempre questi maledetti colori caldi: terra di Siena bruciata, carminio, vinaccia e ambra indiana. I profumi di moro bianco e caprifoglio, olibano e basilico. Il gioco degli infiniti rimandi, per cui basta soltanto camminare e guardarsi intorno, avere il coraggio dello stordimento. Il gioco dell’innocenza, appassionato e inquieto come piace a me, esaltato e frenetico a volte, sfiora le pagine di questo libretto, dove lettere bianche accompagnano i ricami di violino e falsetto. Le pause si allungano come ombre che stravolgono figure baciate dal caldo di un abbraccio che non c’è. Il tempo di una canzone.

distillato da china | 12:02 | commenti (1)



04/02/2004

Hold on love

 

Non riesci a capire l’amore per le cose che ti assomigliano, se non attraverso il mito di Narciso, ma sai che c’è dell’altro. Il tuo mantra sono i versi delle Azure Ray, poco prima di if you see these tears fill in my eyes e poco dopo it’s from the drinks we drank last night. Che se le ascolti prima di andare a letto, sogni una stanza vuota e bianca che, poco a poco, si riempie di oggetti e colori. Se poi hai fissato per un’ora la cartina della città, allucini una matassa di rami contorti le cui propaggini non hai la forza di seguire. Poi ti viene in mente che hai pensato una cosa, l’altro giorno: hai pensato che le mani che si muovono tra un accordo e l’altro ti piacciono quasi tutte. Ma cosa c’entra Narciso? Le mie mani non lo ricordano. Il godimento nelle vesti del piacere estetico, quasi fosse il temperino di volontà irrisolte, segna il regno intermedio tra la realtà che ostacola i desideri e la fantasia che li esaudisce. O che li esprime. Let’s talk and we’ll fill the air with imagery that lasts forever, so this is love that’s lovely thought, per le Azure Ray.

distillato da china | 11:57 | commenti


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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