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distilleria
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31/12/2003 Numeri 30/12/2003 In ammollo “Occhi neri e distanti, calamita e diamanti” Questa è la strada verso casa, con l’asfalto lucido e i barlumi lontani. La radio suona una Fiorella Mannoia mai ascoltata, dentro le gocce di caffè della veglia. Perché, qualcuno ha deciso, stanotte non dormo. La canzone rintocca distratta tra gli ultimi pensieri strappati alla notte, quasi ci resta la traccia. Tra l’uno e l’altro, ricordo “la bellezza è cattiva, la mia mano non ci arriva” e poi “occhi senza ritorno, è arrivato il mio giorno, occhi senza parole, io non so più aspettare”, e ancora “scioglierò questa neve, questo aprile sarà breve e il mio amore lo ricorderà”. Galleria. distillato da china |
02:23 | commenti (3) 27/12/2003 Fame Guardinga, solerte, prudente, riflessiva, previdente, difficilmente incline all’entusiasmo, ma con una vocazione, secondo la definizione di Josephine Baker. La cosa che fai con gioia, come se avessi il fuoco nel cuore e il diavolo in corpo. Così dovrei. Senza false umiltà e facili lusinghe. Senza quel senso dell’oro che catturi in fondo agli occhi, senza la ricerca di sguardi che invitino a capire, là dove non si vuole. Cerco le mie risonanze nel silenzio e interpreto qualcosa che non c’è. Non c’è e basta. 25/12/2003 “Io non cerco. Trovo” Questi giorni sono stati una rete di corrispondenze e di echi, di ritorni e fili rossi, di sfrenate coincidenze sull’orlo dell’incredibile. Leggo una citazione sul volantino di una mostra d’arte e ritrovo ore dopo la stessa frase in un capitolo di un libro di psicomagia, passeggio tra le iridescenti pennellate di Maxence Fermine e vi noto l’aggettivo fumigante riferito al saké, proprio quando alla tv un tizio lo pronuncia. Le più sorprendenti, oltre le righe, mi hanno piacevolmente confusa. 10.000 Maniacs, film horror degli anni sessanta Leggo or ora su Kalporz che il 27 gennaio uscirà Campfire Songs: The Popular, Obscure and Unknown Recordings of 10.000 Maniacs, un doppio. Il primo cd contiene brani del cosiddetto the best, tra cui le celebri These are days e What’s the matter here, ma anche la cover di Patti Smith Because the night. Il secondo raccoglie demo inediti, versioni alternative e cover, quali Peace Train di Cat Stevens, Everyday is Like Sunday di Morrissey, Starman di David Bowie. Inoltre compaiono duetti di Natalie Merchant con David Byrne e Michael Stipe. 24/12/2003 Circle dream I dreamed of a circle, I dreamed of a circle round. And in that circle I had made were all the worlds unformed and unborn yet. A volume, a sphere that was the earth, that was the moon, that did revolve around my room. I dreamed of a circle, I dreamed of a circle round. And in that circle was a maze, a terrible spiral to be lost in. Blind in my fear, I was escaping just by feel. But at every turn my way was sealed. I dreamed of a circle, I dreamed of a circle round. And in that circle was a face. Her eyes looked upon me with fondness. Her warmth coming near, calling me "sweetness", calling me "dear." But I whispered, "no, I can't rest here." I dreamed of a circle, I dreamed of a circle round. 22/12/2003 Sragionamenti
Camminare sola nel bagno di folla. Niente di nuovo. Senti avvicinarsi quella sensazione come un presentimento chiaro, come la vigilia di Natale, l’anno scorso, mentre guardavi Piccole Donne. L’aria gelida ferma e mani intente a dare il resto, sotto il brulicare di vetrine. Rosse nel palmo e unghie bianche. Glabre, immobili, vuote. Non incontri nessuno che ti dica che sia un’ottima idea andare a bere un Nero D’Avola, che abbia scoperto un posto nuovo dove l’aperitivo è un’arte, dove ti servono il vino in quei balon giganteschi a forma di mongolfiere. Così ti vengono in mente le mie ciarle e i modi in cui ti prendevo in giro. 15/12/2003 Vero
Una delicatezza morbida si prova alzando il braccio e adagiando la puntina là dove iniziano i cerchi. Se fossi un ortaggio sarei color vinaccia, come il radicchio, ma se avessi una presa sarei certamente un giradischi. Così m’intenerisco e guardo la mia stanza illuminata da una luce nuova che rende il muro griglia, che mi arrostisce. Riscopro i vecchi dischi di zio, qualche 45 giri di mio padre, le colonne sonore di Profondo rosso e American Graffiti, gli Hot Chocolate con You sexy thing e la crogiolata A warm smile, Carl Douglas in una mossa di kung fu, gli Abba di Fernando, Jimi Hendrix & Lonnie Youngblood, le nuvole di Joni Mitchell, i boccoli di Peter Frampton, il blue elettrico di David Bowie. Stropiccio gli occhi. distillato da china |
21:45 | commenti (3) 10/12/2003 Tu sei una sorta di ballata, dolce, semplice, gaia, commovente, che la Natura canta, ora piangendo ora sorridendo e talvolta mescolando lacrime e sorrisi Robert Schumann scriveva a Clara: ho pianto di gioia pensando che tu sei mia. Il pensiero del pianto di gioia mi conturba. Non è un sorriso che si apre o un pianto che pulisce la polvere, ma un ossimoro denso d’ambiguità che mi tenta a mille giravolte. Perché? Da dove nasce? E cosa vi passa attraverso? Cosa esplode dietro la gioia, tanto da spingerla al limitare della commozione? C’è qualcosa di più misterioso e raro che accende una miccia sacra, là dove la gioia si ribalta e l’energia si agglutina e la materia pesa e, in meno di un secondo, già pensi quanto ancora? distillato da china |
18:12 | commenti (2) 06/12/2003 Combinazione Forse non significa nulla, forse non ha alcun senso, forse è come la natura che semplicemente è e non significa. Se dici che è bellezza e che nella bellezza si soddisfa, non ha l’obbligo di un senso. D’altronde si può fare a meno di teorizzare o interpretare affinché ne abbia, postilli. Che poi ti sembra facile considerarlo dal di fuori e, come puro fenomeno, attribuirgli un’immagine che esprima significati. Lo chiami concorso di eventi e neanche partecipi. distillato da china |
18:53 | commenti (2) 04/12/2003 Musica a milioni di anni luce Chissà cosa ne pensa la mia amica fisica del malinconico pianto o canto del cigno di una stella che muore? Alcuni astronomi sono riusciti a captare un suono cosmico proveniente da un buco nero localizzato nella costellazione di Perseo e con una tonalità talmente bassa da essere miliardi di volte al di sotto della soglia della percezione: 58 ottave al di sotto di un do centrale eseguito al pianoforte, dicono. distillato da china |
14:04 | commenti (2) 01/12/2003 Alla rovescia Sosto accanto alla rapidità di una clessidra voltata da tempo e trovo spazio accomodandomi tra le fessure. Ogni giorno sembra l’ultimo, in breve. E rotola via da queste stanze piene. “Talvolta si cerca ciò che percepiamo mancarci altrove, cerchiamo di incontrare la nostra felicità in qualche luogo inaspettato e lontano, ma essa si cela e si svela nei quotidiani contatti umili e pieni di dedizione con persone che si trovano nel luogo in cui noi già siamo”. |
"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me"
(Dcfc) 02blog a day in the life analize apomorfina associazione di idee autorun banality bestiario blackhair blue blanket bolla brouhahaha daria das kleine chaos delay decay attack ele empty's room enofede enver fainberg flickrthief friends of mine garnant gecco icepick il postino indie imogene indiessolvenza inkiostro jeff buck l'ordine carmelitano la bellezza delle cose logantime lonox margopolis mazarine passengerseat polaroid smetto quando voglio subliminalpop tangerine toscanella tragedie greche whistlestopcafe *loading* |