distilleria

26/11/2003

O peggio

 

L’interscambiabilità, la prassi dell’uno vale l’altro, del ti chiamo non perché sei tu ma perché voglio sentire qualcuno, o peggio, perché qualcun altro che doveva esserci non c’è. Il solo pensiero cerca di offendermi.

distillato da china | 18:44 | commenti (3)



25/11/2003

Come

 

Due anime autonome, una parla l’altra scrive. E se anche la prima scrivesse avrebbe una grafia diversa, incasinata, sbaffata di un inchiostro liquido che stenta a fissarsi. Come quando uso il tratto pen per segnare i titoli sulla carta lucida di una cassetta. Non c’è verso d’evitare le impronte digitali.

distillato da china | 17:22 | commenti


Ah sì?

 

Fra tre giorni esce Un sorso in più - Dal vivo a MTV Supersonic, formato audio del concerto che Carmen Consoli tenne il ventitre ottobre duemiladue in diretta tv per la rete musicale, con l’aggiunta di alcuni fuori onda e di registrazioni in presa diretta, con tutti gli errori, le imperfezioni, le sbavature e le scordature del caso, ma anche con una spontaneità e una qualità vocale che in studio fatico ancora ad ottenere.

distillato da china | 11:00 | commenti



24/11/2003

Insalata

 

Quante diverse atmosfere contornano i quartieri, a Milano, mentre il passeggio concitato dirige la raucedine verso una completa afonia, come un sadico vigile al centro d’un crocicchio. Pensi: se in questa via c’è la upim, il Kebab e il blockbuster, la lavanderia e il ristorante afgano, allora è il centro del mondo. Calpesti quei pochi metri quadri che saranno la tua casa, immaginandoti di sera, stanca ma contenta, mangiare pane e formaggio davanti alla tv. Fantastichi di chiudere le tapparelle o di riporre la zavorra nel solaio, di cucinare ai nuovi amici le tue specialità regionali o d’invadere la cucina con l’odore del radicchio o dei cavolini di Bruxelles. Vaghi e ti figuri grandi teloni indiani alle pareti, profumo di lavanda, spugnature e drappi, colori caldi di sabbia e ambra. Ti apri come una foglia di scarola, ti tagli a listarelle e ti butti nel caos dell’insalata.

distillato da china | 12:18 | commenti (5)



19/11/2003

Julienne

 

Sali le scale di un palazzo di fronte a Porta Mascarella e fai commenti sugli odori dei soffritti che si dipanano in orizzontale o in verticale, a seconda dell’olio adoperato o di burro e margarina, del taglio della cipolla - se a julienne o a cubetti - che si abbia la cappa o un’unica finestra. Hai i piedi a pezzi perché quelle scarpe non le porti mai e non ti preoccupi più dell’umidità che ha già messo alla prova i tuoi capelli. Prima, lo giuri, avevano un verso. Hai la voce baritonale di chi ha dormito poco, le dita come prugne secche e il palato ustionato dalla mozzarella di una pizza rossa. Solo una volta salita in treno, in piedi fino a Forlì, le immagini vaghe della sera e il movimento apparente di un eurostar ritagliano precisi vissuti, che, stenti a crederci, hanno forme perfette. Vedi il riflesso sul vetro appannato, perdendoti nei tuoi stessi occhi, come Narciso, d’intima gioia.

distillato da china | 16:15 | commenti (5)



16/11/2003

Angoli

 

Visionaria quasi quanto la poesia di Rimbaud, una frase frettolosa all’angolo di un quaderno sgualcito spezza la lancia a quel sottobosco d’illusioni infantili che i rami dei pini hanno ombreggiato. Non si fida, il poeta veggente, che della sensazione pura, traducendo in poesia quel terriccio da cui nascono, senza alcuna interferenza, le azioni. Da qui la sensazione del salto, non di una passeggiata. Al pensiero puro corrisponde un linguaggio uguale e un uguale ritmo che condensa tutto: i profumi, i suoni e i colori. Un letterale delirare, nel senso di uscire dal solco con la lira, o l’entrare in estasi come uscire da se stessi. Un veloce dar retta alle impressioni fugaci del deragliamento dei sensi, una lunga, immensa, ragionata sregolatezza che conduce nei pressi di un territorio ignoto. Sotto i rami dei lecci la logica consequenziale appare debole e la privazione del principio di causalità non mette a disagio, mentre ci si lascia impressionare dalla folgorazione di fotogrammi, l’uno slegato all’altro, riflesso di pensieri sconnessi che danno l’idea di un mondo surreale impossibile. L’indipendenza delle immagini è simmetrica all’autonomia del legame di verbi e aggettivi, i quali comunicano, appunto, indipendentemente. Senza chiave di lettura, il lettore irriso e disorientato sperimenta l’evenienza.

distillato da china | 11:15 | commenti



12/11/2003

Flash

 

Nel mondo di Omero gli dei sono responsabili d’ogni evento e le passioni forze travolgenti e indomabili. Potenze oscure e imprevedibili che tessono il destino e sfaldano la minima parvenza del libero arbitrio, disegnando i limiti entro cui si dimena l’uomo. Comoda nicchia ai nostri occhi la retorica di Agamennone che si chiedeva ma che ci potevo fare, è la divinità che porta a compimento ogni cosa. E si riferiva ad Ate, l’accecante passione che offusca tutti, quella maledetta. Un mondo tao dove bianco e nero sono nettamente distinti e dove le potenze benevole nulla possono contro l’eroe abbacinato dalla smisurata forza dell’irrazionale. (flash, gomito sul tavolo, mano sul mento) Un bambino nel passeggino, di domenica, in una via affollata del centro. Non sceglie cosa mettersi, ma sente caldo con quel golfino che gli pizzica sul collo. Vuole soffermarsi su quella cosa colorata dietro la vetrina. Gli brillano gli occhi mentre tende la mano nel vuoto. Ma mentre le ruote rigano i sampietrini, lui si gira fino al torcicollo.

distillato da china | 19:15 | commenti



11/11/2003

Ti/che/ciò

 

Ti sembra di gonfiare le parole con ciò che non ti rappresenta e di usarle come difesa contro non sai bene che cosa. Ti sembra di snocciolarle e di renderle così cave e sottili che i sensi vi fanno eco e l’umido è quello di una grotta. Ti senti come quando, gonfiando i palloncini per una festa, la fatica ti fa scoppiare le bollicine sotto l’orecchio. Ti hanno detto che una delle cose che più spaventa è il non essere riconosciuti per ciò che si è, dunque sai quanto ti sta a cuore la lealtà e tuttavia sai anche quanta relatività c’è in questa frase. Cerchi il modo per alleggerire lo sguardo, ma quello che trovi è un fondo dell’occhio sempre più profondo. Il giorno che hai imparato che ciò che determina la tua forza è l’ammissione della debolezza, ti hanno detto che ne dovrai fare di strada per capire che invece è il contrario.

distillato da china | 14:28 | commenti



10/11/2003
I know some things in life may change
But some things they stay the same
Like time, there's always time
On my mind
So pass me by





distillato da china | 19:20 | commenti



07/11/2003

?

 

Quale fine o quale sistemazione per tutte quelle doppie copie di libri e dischi che la convivenza di due persone dagli stessi gusti letterari e musicali mette in comune? Due scompartimenti separati o contiguità in successione?

distillato da china | 09:55 | commenti (2)



05/11/2003

Autoritratto

 

Vorrei che tu avessi gli occhi di Antoni Tàpies nel suo Autoritratto, perché da qualche parte ho letto che dipendiamo nel nostro essere da ciò che avviene nell’altro. Per una volta, nel guardarti, tu saresti quello che sei, senza la parte che di me rifletti. Laddove allora si riduca la scelta in rinuncia e dipendenza, io salto, stramazzo di fantasia e non mi accontento di ciò che rimane. Quale magia sarebbe poter “trasferire sulla carta tutta l’atmosfera che c’era dietro quegli occhi, dei contorni che mi sembravano più reali del reale, pieni di strane ambiguità, di contraddizioni che sparivano laggiù in fondo, delle oscurità impenetrabili, dei chiarori abbaglianti”. Rapinare il segreto degli occhi, anche sotto l’effetto della suggestione, è una spinta a realizzare una coincidenza impossibile. Qualcosa d’irresistibile come valanga che abbia già trattenuto troppo, ti renderebbe degna, anche solo per un istante, la vita. Io farei da specchio, annullando ogni insofferenza e rilucendo di tabula rasa la mia impazienza. Tu sapresti aprire un mondo con un indice che tiene sotto un pezzo di carta con scritto il tuo nome. Così collasserebbe il mio, sotto l’egida del tuo sguardo. Un urto, un incontro imprevisto, una contingenza che colpisce e sconquassa l’ordine dei miei fogli. La tela diventerebbe improvvisamente “un campo di battaglia dove le ferite si moltiplicano infinitamente”, che poi per Sarah Kane significa “scrivo la verità e la cosa mi uccide”. Questo per dire che, attraverso lo specchio, camminando lentamente tra i nostri occhi come funamboli, non ci confonderemo mai.

distillato da china | 12:25 | commenti



03/11/2003

Oggi sono Marcie

 

Il vero nome di Joni Mitchell è Roberta Joan Anderson e quando la ascolto - almeno tre volte all’anno sono travolta da quest’antica passione - penso assurdamente all’ukulele e al crème caramel. Una volta ha ricordato che fu solo il superamento della poliomelite, che la colpì violentemente a nove anni, a farle sviluppare una profonda sensibilità artistica. "Quel grande dolore mi rese migliore" disse un giorno. Tragicamente romantica e vellutata come il suo canto dolce e soffice, Joni mi trascina in pensieri mai rovistati, apre porte, fa breccia attraverso qualcosa di mai sfiorato. Ascoltarla non fa ricordare. Il ricordo lo confeziona al momento e ad ogni ascolto si rinnova. Il modo gentile in cui si racconta è sacro come il silenzio che ricama intorno al solletico leggero della sua chitarra. Non ci può essere niente di più adatto, in certi momenti.

distillato da china | 18:54 | commenti



01/11/2003

Intorno

 

Parti con tutte le buone intenzioni: mangi una piadina al prosciutto, incontri un amico, prepari la cena, fai commenti sul tempo, sorridi, fai la doccia, stiri il bucato, ascolti le solite canzoni, spegni il computer, accendi la tv, prendi la macchina, ascolti tua madre, sviluppi le foto, rileggi una lettera, fai una passeggiata, raccogli una foglia, ti arrabbi, tagli i capelli, vai fuori a pranzo, finisci un libro, senti freddo, mandi giù il boccone, sbagli strada, dici la verità, ricordi un’amica, cancelli una frase, spegni la luce, accendi il fuoco, ti riposi, compri un cd, bussi alla porta, fai la spesa, ricevi una telefonata, apri una bottiglia, rimbocchi le coperte, giri pagina al calendario. Eppure hai come la sensazione di girarci intorno.

distillato da china | 16:22 | commenti (1)


"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me" (Dcfc)


contagocce
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