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distilleria
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18/07/2008 Mantua me genuit
![]() Nel sopore della latitanza, mi era sfuggito l'elenco dei nomi del Festivaletteratura mantovano, quest'anno dal tre al sette settembre. Tra i tanti, la coppia Jonathan Safran Foer e Nicole Krauss.
17/07/2008 Down there in the Reeperbahn
Tom Waits - Reeperbahn
16/07/2008 Cry baby cry
Al GS, tra i prodotti dell'ultimo minuto, campeggiano pacchetti di parole crociate formato famiglia, con immagini di palette, ombrelloni e un sole mai visto. Mi ritrovo a fissare un bambino che a sua volta fissa le immagini suddette, ricalcandone con l'indice i contorni. Di colpo prorompe in un pianto a dirotto. La madre gli si avvicina spaventata. Il bimbo, straziato dai singhiozzi, piagnucola: voglio andare in vacanzaaaaa, uaaaahh, uaaaaahh, domaaaniiiuaaahh, voglio andare in vacanzaaaaaah! 30/05/2008 Miluju tebe
A vedere Once c'erano solo nonni e vecchiette loquaci. Una di queste mi ha chiesto: lei c'è mai stata in Irlanda? Al no è seguito uno studio folcloristico dettagliato che andava dal sapore della Guinness al fare baldanzoso di certo carattere. Avrei detto di sì, col senno di poi. Ora, perché nei sottotitoli italiani di Falling slowly, mentre Glen Hansard, lui, e Marketa Irglova, lei, cantavano I don't know you, but I want you, compariva io non ti conosco e per questo eccetera eccetera? distillato da china |
18:32 | commenti (4) 28/05/2008 Brick
Mi rendo conto di travisare, come faccio con la canzone dei Ben Folds Five del novantasette. La trista She’s a brick and I’m drowning slowly, ribaltando, diventa un arrotolamento sudato arrendevolmente fuori contesto. E di bellissimo contorna, se la sento. Leggendo il testo perdo l’occasione di capirla. Quando ormai è fatta, ci ho messo dentro qualcosa di mio. Posto occupato, anche se non c’ero. Ho lasciato una giacca, come in treno.
distillato da china |
19:06 | commenti (1) 27/05/2008 Esapodi urbani
L’altro giorno di questi giorni senza sole che sia uno - forse oggi sì - tornando a casa in uno stato di torpore degno del mercoledì sera, sopra un’insegna pubblicitaria ho visto un luccichio intermittente. Una lucciola! Era la freccia dell’autobus che giocava di rifrazioni alte. 16/05/2008 Teo Lorini sulla gelosia cronica*
Stiamo passando in rassegna le foto che abbiamo trovato in una scatola di qualche anno fa. Lei ne solleva una che le ho scattato durante uno dei nostri primi viaggi, forse proprio il primo in assoluto. Ha gli occhiali da sole, una sfumatura di biondo nei capelli, jeans stretti e un borsone chiaro in spalla. Ci siamo conosciuti da poco e il tempo alle nostre spalle sembra troppo vasto rispetto a quello che possiamo immaginare davanti a noi. Nell'espressione di lei c'è tutta questa impazienza, tutti quei giorni e mesi perduti. E adesso, a distanza di anni e chilometri, come un contrappasso, mi arriva addosso una gelosia improvvisa. Per le persone che l'hanno incontrata prima di me in quell'intervallo che oggi è tanto più breve e lontano. E più a fondo ancora, per i giorni che non abbiamo passato assieme prima dell'istante cristallizzato in quella foto, per i minuti che hanno avuto i suoi sorrisi e i suoi sbuffi d'impazienza, le sue gambe lunghe, i suoi dispetti e i gesti pigri di quando è rilassata. È una sensazione totale, che non ha nemmeno una persona su cui appuntarsi, è gelosia del Tempo. Gelosia cronica. distillato da china |
14:30 | commenti (3) 11/04/2008 Inventario
La linea 77 passa ogni quarto d’ora, mi distrae l’arancione della scritta che si fa strada tra la tenda. Così mi accorgo di un ombrello rosso. Lo fisso fino a quando non scompare dietro la finestra. Eccone un altro, marrone coi puntini bianchi. Mi viene da fare l’inventario, ma non invento né bluffo. Due rossi, uno marrone a puntini, sette neri neri, uno arcobaleno, uno verde scuro. In questi quindici minuti di nonsenso. distillato da china |
16:04 | commenti (4) 01/04/2008 Siccome non ho Last.fm #2
Aprile 4 Emily plays - La Casa 139 (annullato) 6 Marissa Nadler - Biko 9 Cristina Donà - Fnac 13 Gravenhurst - Magnolia 20 Scott Matthew - Magnolia 21 The Brunettes - La Casa 139 24 Ed Harcourt/The Gutter Twins - Musicdrome distillato da china |
11:39 | commenti (3) 31/03/2008 Lezioni
Leggo questo verso di Azzurra D’AgostinoQuando ad esempio si parla di madri e passato, e si pensa a cosa non c’è ma che pure c’è stato gli occhi si muovono in modo diverso e mi riprometto di verificarlo al più presto. distillato da china |
19:28 | commenti (2) 29/03/2008 Per esempio
Oggi avevo davvero qualcosa da dire, ma non ricordo, un po’ come chi fa il nodo al fazzoletto e si dimentica il motivo. Ho dimenticato un sacco, ne ho altri nel corridoio, pronti per il cassonetto - tanto per non dire oblio, una parola che quindi butto. Autismo a corte
Donna: Avrei bisogno di un’informazione. Io: Sì. Donna: Mi sai dire la strada per andare allo IEO? Io: Ehm, no, mi spiace. Donna: Ah, fa niente. Io pietosa: Scusa. Donna stranita: Ah, figurati. (dopo cento metri al massimo) Ragazzo: Scusa, la torre di Babele? Io: In che senso? Ragazzo: Dove si trova? Io: In Mesopotamia? Ragazzo: Eh? Io:… Ragazzo: Il negozio! 06/03/2008 Di pomeriggio
Un colombo vola sopra schivando la rete e disegna l’aria di un pomeriggio che davvero c’ha dentro di tutto. Una grata ingrata tappa la fiumana di gente diretta alla linea rossa. Ragazzi si girano smarriti, poi diventano nervosi e scaraventano i pugni al muro gridando: che palle, questi suicidi! Mi ridirigo, pensando a chi possa essere, ai motivi misteriosi, al risveglio di questa mattina, se ne ha avuto uno, alle persone che ha incontrato per strada e alla telefonata - l’ultima - che però nulla ha potuto. In superficie Piazza Duomo non se ne accorge. Ci sono le acconciature e i modi eleganti di certe signore impettite in quei bar dove un tè costa cinque euro e lo so che non dovrei, ma la sensazione è di vuoto. Davanti alla vetrina di Gucci si riflette un omino con in mano un elicottero zzz zzz. Sotto il cupolone un tarchiatello esegue un pezzo al pianoforte. Gli avventori hanno i capelli bianchissimi oppure non li hanno. Mi colpisce un signore dalle guance rubiconde, seduto in prima fila, abbracciato a un bottiglione di vino rosso. E’ il più concentrato di tutti nella sua perdizione. Di sotto c’è ancora l’inferno, netta separazione di scalette tra i mondi. La gialla funziona e s’affolla. Capito vicino a due persone che parlano fitto. Così vengo a sapere per filo e per segno il sabato sera di una delle due e la tresca con lui che però da ieri alle tre non si fa più sentire. Arrivo alla mia fermata e chi s’è visto s’è visto. Ha ragione franco arminio. distillato da china |
21:55 | commenti (1) 27/02/2008 Lumo, II atto
lumo, quando ieri ho attraversato la solita via, era tra le grinfie di due bambini, uno dei quali gli cingeva il testolone con entrambe le braccia. Lui gongolava emotivo allungando il collo, era felice fino all’ultimo pelo. Mi sono fermata, volevo fotografare il momento, poi ho detto no, lo lascio andare. Un sorriso pieno non bada alla certezza del labbro che, tempo dieci passi, ritorna come prima, disteso. distillato da china |
21:17 | commenti (6) 14/02/2008 Origliando ai giardini
Mamma: ma che amore grande che sei. Bambino: (allargando le braccia) gvande gvande, come il cimitevo monumentale. distillato da china |
00:39 | commenti (7) 13/02/2008 E allora ha un senso anche Milano
Sul treno che rallenta mi sforzo di pensare più veloce più veloce. Senza motivo. Non mi aspetta nessuno, però ho bisogno di arrivare, svelta. Forse risulto spiritata o posseduta perché guardo su, verso le finestre illuminate, cercando distrazione (no, illuminazione no). Mi viene pure in mente il treno elastico di Piumini, quando ecco la stazione. Decido di fare un salto alla vicina Feltrinelli dove trovo per caso i La Crus che intonano il canto del cigno, presentazione dell’ultimo disco Io non credevo che questa sera. Nemmeno io, ma penso giusto un attimo che bella la vita. Giusto un attimo. Insieme al quartetto d’archi MusicaMorfosi eseguono: Come ogni volta Nera signora Dentro me Il vino Soltanto amore Stringimi ancora Infinite possibilità (in una versione strepitosa) e i due inediti Mentimi e Autobiografia di uno spettatore, tra aneddoti su Vinile, Giacomo Spazio, la VoxPop e la Milano che fu. Come dice chi me li fece conoscere un giorno perso nel bel mezzo dei Novanta, registrati in una cassetta che ancora tengo in macchina, è la fine di un’era. distillato da china |
11:53 | commenti (11) 12/02/2008 Ordine agitato
(mi si addice di più) _Stavo riascoltando il primo Ep dei Marcilo Agro, quando all’altezza di Terra, un minuto e ventotto secondi dopo, m’è cascata in testa I’m blue dabundì dabundà dabundì dabundà dabundì dabundà degli Eiffel 65. Sto male? _Ogni martedì, alla stazione di Cadorna, mi rinfocillo da Pattini & Marinoni. Una bolognesina con la mortazza ed uno sfilatino alle olive imbottito di salame Milano, il tutto per la modica cifra di due euro. Il fatto è che ogni volta mi rifilano uno scontrino lunghissimo - ma proprio lungo lungo - che finisco per arrotolare come papier di pergamena, è imbarazzante. _Sarei dell’idea, in quest’epoca narcisa, di tramutare alcuni vetri dei treni in specchi, tanto la maggior parte delle volte in tal modo vengono usati, per aggiustare i capelli. _Esiste un tipo di improvviso che non è improvviso per niente, lampante un lavandino tappato che tappato lo diventa a poco a poco, anche se d’improvviso è tappato del tutto. Poi c’è l’improvviso quello serio, un volante che perde il controllo o l’imbarazzo se si guarda un volto che poco prima non c’era. Una volta mi sono fermata al Conad. Deviazione inattesa, avevo visto parcheggiata una macchina sospetta. Sono entrata per comprare Pan di stelle e Nutella, ma fondamentalmente ho rimediato un invito a cena. Tengo questo tipo di improvviso, per ora. _Vi presento Lumo (ma chissà qual è il suo nome vero), il cagnone che mia nonna, se lo vedesse, chiamerebbe Labrador, ma solo per i labbroni a penzoloni. Tutte le volte che passo in quella via del varesotto, lo trovo lì impalato che ammicca ai passanti. Sulla punta del marciapiede luma vistosamente le macchine che gli passano davanti, quasi fosse una partita di tennis e le tenniste due meravigliose figliole. Per intenderci, anche se cane, mi ricorda Capitino che mira da dietro il vetro i pettirossi sul fico, con tanto di nuvoletta con pollo arrosto. Muove il muso tremando e anche un po’ tremebondo. Gli occhi languidi guizzano di qua e di là nervosamente. Gli dico sta’ un po’ più in là, ti prendono sotto, ma niente, non ce la fa. Secondo me non c’è tutto, ma quando mi guarda sì, c’è proprio tutto.distillato da china |
22:27 | commenti (2) 10/02/2008 Moment(i)
Il preambolo è ritrovarsi all’insaputa, emicrania al seguito, nel ben mezzo del carnevale ambrosiano e, non pensandoci neanche, camminare su paccottiglie di coriandoli e bombolette spray allegramente buttate ogni dove. L’inciampo è colpa di un tappo, fa cric l’anca, non schivo così una banda di decerebrati che sta tempestando di neve finta i passanti. Se m’arriva un solo spruzzo, burdei, davvero se m’arriva v’azzanno. Dentro il bozzolo mi pento d’aver scelto quella rotta (anche al supermercato faccio sempre la fila più lenta), ricordi di cretineria sotto i portici d’Urbino, va bene, ma abbiate pietà di me zoppicante in serpentina. Voglio solo andare a vedere Caos calmo, fate largo. Into the wild mi ha fatto veder le stelle, ieri. Botta dopo botta ci faccio il callo. Buio in sala. Piccole note tra i brividi strani che accompagnano alcune scene. E quasi shock a sentir partire Your ex-lover is dead dopo un affacciati alla finestra. Insieme alla musica del Buonvino anche Rufus, Radiohead e Fossati. Ma i risolini amari e le mani che tengo in stile mantide religiosa li rincara la comparsa prima dello sfunato protagonista de La noia, poi di Cloris - la zingara flautata con la carta della luna nera - nei panni di una discutibile psicoterapeuta, e infine Roman Polanski in cravatta rossa. Non c’entrano le natiche villose di Moretti, giuro, ma l’immagine è surreale all’uscita: una falcetta a tre pollici dalle guglie, la piazza sgombra e il rumore delle spazzole dell’Amsa. 08/02/2008 Via Broletto
Quando passo in via Broletto penso alla canzone di Sergio Endrigo, proprio al numero 34. Lui dice di fare silenzio perché lì dorme l’amore suo, l’amore suo che è bello e che però quando lo bacia ride e mangia noccioline. A fare quel tratto a piedi si sentono gli odori delle panetterie. E pigro è il risveglio al mattino con una manciata di sonno. Aprire gli scuroni che chiudono gli occhi, per mezzo minuto la paura di trovare la pioggia. A fessura stringerli ancora per l’azzurro spiegato, invece. Anche se piove va bene, solidarizzo con la gente. Con le vecchiette se l’auto che sfreccia ci bagna la faccia. Comunque quella canzone non finisce bene: se passate da via Broletto al numero 34, potete anche gridare, fare quello che vi pare. Ma a me non interessa, mi fermo sempre alla prima strofa. distillato da china |
01:07 | commenti (2) 04/02/2008 Appunti
I panzerotti gonfi di Luini e una florida fila di affamati precedono gli uccellini grassi raccoglitori di briciole là davanti, mentre una donnina dai capelli disordinati chiede l’elemosina. Contrasti riverberati all'istante, forse, o l'opportunismo di quei pennuti impiccioni - esattamente non so. Colpo di fulmine per le melodie e qualche stralcio di testo dei Fumisterie. Voli e voli insperati sulle note dei Port-Royal, abbandonata alla parete nera, e stordimento al bar del Leoncavallo: Ma quello lì è uno specchio o c’è un altro bancone? Se io avessi la barba e tu un cappellino biancoblu in testa potrebbe anche essere uno specchio. Bruno Munari, per far vedere l'aria di Piazza Duomo, getta ritagli di carta dalla finestra, descrive il movimento di un striscia rettangolare o di un triangolo, movimento che forma una nuova forma col frullio dell'aria. Il concetto di geodetica, da wikipedia una particolare curva che descrive localmente la traiettoria più breve fra i punti di un particolare spazio, dovrei davvero farlo mio. distillato da china |
13:29 | commenti (3) 23/01/2008 Y nada más
L’estate scorsa ho perso la notizia della scoperta di un centinaio di poesie mai pubblicate, bauli di fotografie e scatoloni di lettere sconosciute di Gabriela Mistral, la poetessa cilena di dame la mano. Non lo so come funziona, se a qualcuno viene detto sì, dopo la mia dipartita, fate quello che volete, aprite i cassetti, mettete mano ai carteggi, pubblicate pure, o al contrario no, queste sono le chiavi. Io fossi in lei non vorrei mai e poi mai. E da lassù altro che ira di Zeus. |
"I grabbed some stones from underneath and waited for you to speak to me"
(Dcfc) 02blog a day in the life analize apomorfina associazione di idee autorun banality bestiario blackhair blue blanket bolla brouhahaha daria das kleine chaos delay decay attack ele empty's room enofede enver fainberg flickrthief friends of mine garnant gecco icepick il postino indie imogene indiessolvenza inkiostro jeff buck l'ordine carmelitano la bellezza delle cose logantime lonox margopolis mazarine passengerseat polaroid smetto quando voglio subliminalpop tangerine toscanella tragedie greche whistlestopcafe *loading* |